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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 01:57

IL caso di oria

Resta in cella l'avvocato killer
«Aveva minacciato i miei figli»

Resta in cella l'avvocato killer«Aveva minacciato i miei figli»

Omicidio premeditato: è il reato ipotizzato dalla Procura a carico dell’avvocato che ha ucciso, scaricandogli addosso l’intero caricatore di una 9x21, il cliente all’interno del suo studio legale.
Ieri Fortunato Calò, 46 anni, oritano, è comparso dinanzi al gip Paola Liaci, che doveva decidere sulla convalida del provvedimento restrittivo adottato nei confronti del professionista per l’omicidio di Arnaldo Carluccio, 44 anni, di Torre Santa Susanna. Assistito da Pasquale Annicchiarico, il collega cui Calò ha affidato la propria difesa, il legale ha spiegato al giudice delle indagini preliminari cosa lo ha portato, nel pomeriggio di giovedì scorso, a sparare e ad uccidere il suo cliente all’interno del suo studio legale, ubicato in via Latiano, all’estrema periferia di Oria. Al giudice Calò ha detto che da giorni era vessato da Arnaldo Carluccio, che in più occasioni aveva minacciato di morte lui e, soprattutto, i suoi figli. Carluccio – ha detto Calò al gip – pretendeva da lui un anticipo su un risarcimento che gli sarebbe dovuto arrivare a conclusione di una causa per un infortunio. La prossima udienza di quella causa, quella in cui è in calendario il conferimento dell’incarico da parte del giudice al medico legale, è fissata per il 27 aprile prossimo. Dal suo legale Carluccio voleva un acconto di 30mila euro. Una somma “importante”. L’avvocato gli aveva fatto presente che una simile richiesta non stava né in cielo né in terra, ma il cliente aveva continuato ad insistere. E – ha raccontato il legale al gip – lo aveva fatto accompagnando la richiesta con minacce sempre più pesanti.
Nei giorni precedenti la tragedia, che si è consumata all’interno dello studio legale Calò-Pomarico, Arnaldo Carluccio – è sempre quello che il presunto omicida ha raccontato al gip nel corso dell’udienza di convalida del suo arresto – era andato a prelevare il suo avvocato e in auto lo aveva portato in campagna minacciandolo con una pistola. Giovedì 30 marzo, nonostante nello studio legale Calò-Pomarico non fosse giorno di ricevimento del pubblico, Carluccio era riuscito a strappare un appuntamento al suo legale nello studio di via Latiano. «Ero così terrorizzato – ha detto l’avvocato Calò al gip – che mi sono portato in studio la pistola, che detenevo regolarmente a casa».
Quel pomeriggio l’avvocato avrebbe, in più riprese, tentato di restituire il fascicolo al suo cliente invitandolo a nominare un altro avvocato per seguire la causa, ma Calò non solo avrebbe rifiutato l’invito ma avrebbe reiterato le minacce: «Ti tolgo davanti a te e ai tuoi figli».
Ovviamente si tratta della versione di una delle parti in causa. L’altra, la vittima dell’omicidio, non può raccontare la sua: la gragnuola di colpi esplosi dall’avvocato, che gli ha scaricato addosso l’intero caricatore della sua pistola, lo ha freddato sul colpo.
Al momento l’avvocato Calò resta in carcere, dove è rinchiuso dalla sera dell’omicidio. Il suo difensore si è riservato la presentazione di eventuali istanze all’esito degli accertamenti che saranno eseguiti da inquirenti e investigatori alla luce delle dichiarazioni rese al gip dal legale.
Mimmo Mongelli

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