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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 15:56

Vertice di maggioranza

Brindisi, nuovo caso giunta
azzeramento o rimpasto?

Brindisi, nuovo caso giuntaazzeramento o rimpasto?

Rimpasto o azzeramento? Dopo la lunga riunione di mercoledì, nel tardo pomeriggio di ieri i gruppi della maggioranza si sono nuovamente incontrati per affrontare non solo il tema del completamento della giunta, ma anche quello più generale di un allargamento dei confini della maggioranza altrimenti vittima dei suoi stessi numeri risicati.
I gruppi hanno lasciato intendere alla sindaca di non essere contrari ad un completamento della giunta, che utilizzi anche professionalità e competenza non presenti in consiglio comunale ma comunque vicine ai gruppi di maggioranza. Il limite a tutto ciò, tuttavia, resta la salvaguardia delle competenze esistenti, soprattutto quando sono state capaci di superare la prova del voto popolare, da sempre un discrimine di non poco conto. Fuor di metafora: la sindaca può anche completare la giunta come meglio vuole, ma senza nulla togliere agli assessori, espressione politica dei diversi gruppi che sono in maggioranza. Il tutto, ridefinendo anche le deleghe, per un sostanziale riequilibrio dei rapporti di forza. Gli stessi che mercoledì sera hanno portato Direzione Italia-Cor a chiedere un terzo rappresentante in giunta.
E allora è sembrato di capire che la sindaca, se intende completare la compagine con i «tecnici» (o presunti tali), può certamente farlo, ma rinunciando agli assessori a suo tempo indicati. Nel mirino sono finiti gli assessori Carella e Romanelli, con il primo che da sempre manca di sintonia con i gruppi consiliari e con l’altra che - altrettanto da sempre - è disposta a fare un passo indietro per tornare alle sue quotidiane occupazioni di professionista.
A mettere il sale sulla coda c’è poi la scadenza della sessione di bilancio. La legge dice che va approvato entro la fine di questo mese: in molti sanno che con ogni probabilità ci sarà la proroga al 30 aprile, ma intanto si pensa ad una possibile soluzione della questione che sarà solo tecnico-contabile, ma non politica.
Impegnata com’è, la maggioranza, a discutere della sua stessa esistenza, l’unica soluzione al momento praticabile - se non ci saranno proroghe - è quella di portare in aula un bilancio simile a quello dello scorso anno, salvo a qualificarlo politicamente con le variazioni successive. Un escamotage che ha i suoi rischi e costituisce, di volta in volta, un possibile, ulteriore, momento di crisi.

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