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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 19:12

Brindisi

«Nei parchi sicurezza
telecamere e decoro»

«Nei parchi sicurezza  telecamere e decoro»

La proposta dopo l’aggressione al Cesare Braico

BRINDISI - Più sicurezza, ma anche telecamere e un maggior decoro. È quanto chiedono Antonio Melcore (Giovani Democratici) e Francesco Mauro (Federazione degli Studenti) per il Parco Cesare Braico, in particolare, e per tutti i parchi cittadini, in generale, dopo l’aggressione di un 18enne ad opera di una baby-gang.

«Entrando a Brindisi dal conosciuto "Incrocio della Morte" sulla via Appia - ricordano i due - guardando sulla sinistra, c'è il parco del Cesare Braico, al cui interno è presente la struttura dell'istituto alberghiero "Sandro Pertini". Di giorno questo parco è frequentato dai ragazzi che di consueto alle ore 8 entrano nell'istituto per frequentare le lezioni o altri cittadini lo frequentano per svolgere attività fisica. La sera questo parco diventa un luogo cupo, privo di illuminazione, aperto a tutti e di conseguenza molto pericoloso. Ma perché di tanto in tanto dobbiamo leggere sui giornali che in questo parco accadono fatti spiacevoli come di recente la violenza che è avvenuta proprio di sera? Come non far accadere nuovamente fatti di questo tipo? Domande che sono state fatte da parecchi cittadini, ma che le autorità competenti non prendono assolutamente in considerazione se non "cambiare" gli alberi quando non era assolutamente necessario? D'altronde alberi di pino che rovinano soltanto i marciapiedi a causa delle radici».

Giovani democratici e Federazione degli studenti hanno la loro «ricetta» per prevenire questo. «Telecamere, illuminazione, riqualificazione del parco, potatura degli alberi, vigilanza, pulizia, controllo, sono tutte le basi per garantire sicurezza e autonomia al cittadino, rendendo anche ma soprattutto "l'entrata" di Brindisi molto più presentabile agli occhi di tutti, non solo agli studenti e cittadini che vogliono mantenersi in forma ma anche a chi viene da fuori. Tale discorso, ovviamente deve essere fatto per i restanti parchi urbani della nostra città, importanti polmoni verdi che però vengono lasciati in mano ai vandali, occorre oltre che l’impegno delle istituzioni competenti anche l’impegno dei cittadini ed il richiamo al proprio senso civico e di responsabilità collettiva. Tutti noi - concludono - abbiamo il diritto e dovere di preservare i beni comuni ed ognuno di noi si deve fare “difensore civico” delle strutture comuni, informando tempestivamente le autorità competenti di fenomeni di vandalismo, di problematicità delle strutture o presentando con associazioni o gruppi di cittadini-attivi progetti per il recupero ed il decoro di determinate aree urbane».

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