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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 09:01

Fasano

Docente vince causa
contro il Ministero

Ha ottenuto anche il risarcimento delle spese processuali

di Mimmo Mongelli

FASANO - La storia che si ripete: Davide sconfigge Golia. Proprio come nell’episodio biblico, una docente (Davide, per l’appunto), appena entrata in ruolo, l’ha spuntata (in un’aula di giustizia) contro il ministero dell’Università e della ricerca e l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia (Golia). La docente in questione – è una fasanese – aveva presentato, tramite i suoi legali, reclamo alla sezione lavoro del Tribunale di Milano avverso la decisione del giudice dello stesso Tribunale che aveva rigettato il ricorso con cui la professoressa aveva chiesto di essere assegnata ad una scuola ubicata nel Comune di Fasano.

La professoressa aveva avanzato questa richiesta motivandola con il fatto di essere stata eletta consigliere comunale a Fasano. Per poter, quindi, esercitare il suo mandato elettivo (oggi è assessore comunale) la docente aveva chiesto di essere assegnata “provvisoriamente presso l’ambito territoriale di Brindisi”. Non avendo ricevuto riscontro alla sua richiesta da parte delle autorità scolastiche, la docente-assessore ha presentato ricorso (ex articolo 700) chiedendo al giudice “l’accertamento del proprio diritto ad essere assegnata presso una scuola ubicata nel Comune di Fasano o in un Comune limitrofo ovvero in un Comune della provincia di Brindisi)”. Il giudice del lavoro, con provvedimento del 17 novembre scorso, ha respinto il ricorso. Avverso quella decisione la professoressa ha proposto reclamo “ribadendo il proprio diritto all’assegnazione indicata”. I giudici del Tribunale di Milano hanno sentenziato che “il reclamo è fondato e merita accoglimento”.

“Gli amministratori lavoratori dipendenti – si legge nell’ordinanza –, pubblici e privati, non possono essere soggetti, se non per espresso consenso, a trasferimenti durante l’esercizio del mandato. La richiesta dei predetti lavoratori – aggiungono i giudici – di avvicinamento ai luoghi in cui viene svolto il mandato amministrativo deve essere esaminata dal datore di lavoro con criteri di priorità”.

I giudici del capoluogo meneghino hanno chiarito che il trasferimento di un dipendente pubblico che ricopre un incarico elettivo “va mantenuto al di fuori della normale programmazione attinente alla movimentazione ordinaria, anche per non penalizzare le aspettative di chi è inserito anche da lungo tempo nelle relative graduatorie, e deve essere istruito a parte”.

Dai giudici di Milano è arrivata una “bacchettata” al Ministero e all’Ufficio scolastico provinciale.

“Non si può ritenere che le amministrazioni convenute – scrive il collegio – abbiano adeguatamente motivato l’impossibilità di accogliere la domanda della ricorrente”.

Davide vince su Golia su tutti i fronti: il Tribunale ha anche condannato Ministero e Ufficio scolastico a rimborsare alla docente fasanese le spese di lite (che il collego giudicante ha liquidato in complessivi 2000 euro).

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