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Mercoledì 13 Dicembre 2017 | 19:33

economia

Export a Brindisi
recuperati 94 milioni

industria mozzarelle

di PIERLUIGI POTI'

BRINDISI - Segnali di consistente ripresa per l’export brindisino, che ha fatto registrare un fatturato di quasi 700 milioni di euro in appena nove mesi.
Nel periodo preso in esame - gennaio-settembre 2016 - i flussi esportativi hanno infatti segnato, rispetto allo stesso periodo del 2015, una crescita non da poco, pari ad oltre 94 milioni di euro (da 601.487.606 a 696.138.157 euro, con un incremento del 15,7%), che ha portato la provincia di Brindisi - in tema di interscambio commerciale - ad un saldo decisamente più contenuto in confronto alle importazioni (a loro volta diminuite nei primi nove mesi del 2016 rispetto ad un anno fa, essendo passate da 918.151.090 a 770.225.931 euro, con un decremento pari addirittura al 16%). In pratica, esiste ancora una differenza in negativo tra il denaro in “uscita” (import) e quello in “entrata” (export) ma, mentre al settembre 2015, esso si attestava su oltre 316 milioni, dodici mesi dopo la “forbice” si è ristretta notevolmente ad appena 74 milioni e rotti. Per avere un’idea del passo in avanti compiuto, basti pensare che in Puglia il saldo in negativo è pari a 365 milioni.

In ambito regionale, sotto la voce esportazioni, nessuno ha fatto meglio di Brindisi: in positivo Foggia (+7,8% con un fatturato di export pari a 570 milioni), Bat (+7%, con un fatturato in entrata di 382 milioni) e Lecce (+0,8%, con entrate pari a 370 milioni). In negativo le altre, con la peggiore performance che è appannaggio di Taranto (-8,5% ed entrate per 966 milioni). In negativo anche la “bilancia” commerciale della Puglia (-2,4% rispetto ad un anno prima con un importo complessivo di quasi 5 miliardi e 800 milioni). La crescita in provincia, inoltre, è nettamente superiore al dato nazionale (+0,5% e 307 miliardi e 763 milioni di euro in entrata).

C’è da dire, comunque, che il “vento” di crisi degli ultimi anni che ha toccato anche il settore delle vendite all’estero, fa sì ancora oggi che la differenza rispetto ad un recente passato è significativa: è sufficiente evidenziare, in tal senso, che appena cinque anni fa (settembre 2012), il fatturato dell’export brindisino in nove mesi si era attestato su oltre 730 milioni di euro (e, dunque, oltre trenta milioni in più rispetto all’ultimo valore aggiornato con un calo in termini di percentuale pari al 4,7%).
Scendendo nel dettaglio, le maggiori entrate in tema di vendite all’estero si registrano grazie all’esportazione di sostanze e prodotti chimici (che fruttano 238 milioni di euro), seguiti dai mezzi di trasporto (103 milioni), da macchinari e apparecchi (101 milioni), dai prodotti alimentari, bevande e tabacco (88 milioni), dagli articoli in gomma e materie plastiche (87 milioni).
La variazione maggiore, in termini di percentuale, l’hanno fatta registrare le vendite di prodotti di attività artistiche, di intrattenimento e divertimento (+1.165,4%), di coke e prodotti petroliferi (+111,1%) e di prodotti alimentari, bevande e tabacco (+85%). Più penalizzata, invece, l’esportazione di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (-76%) e di computer, apparecchi elettronici e ottici (-50,7%).

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