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Domenica 22 Ottobre 2017 | 03:11

Una donna di 30 anni

Brindisi, malata di Parkinson
lascia le cure per partorire

Brindisi, malata di Parkinsonlascia le cure per partorire un bimbo

PIERLUIGI POTI'

In Italia era accaduto in appena sei precedenti occasioni. E solo in tre casi con parto naturale. Già questo basta a spiegare l’eccezionalità dell’intervento effettuato venerdì scorso nel reparto di Ostetricia e Ginecologia della casa di cura “Salus” di Brindisi, dove una donna di 30 anni, affetta da tempo dal morbo di Parkinson, ha messo alla luce uno splendido maschietto di nome Marco. Protagonista la brindisina Sonia Scivales, sostenuta in questo lungo ed articolato percorso (la donna ha dovuto interrompere per l’intera gestazione la terapia farmacologica prescritta per questa patologia) dal marito Gianluca D’Alessio.

«Si tratta di un evento raro - spiega al riguardo il dott. Giancarlo Locorotondo, artefice con una qualificata equipe medica, composta dalla dott.ssa Laura De Rinaldis (ostetrica), dalla dott.ssa Daniela Berardi (anestesista), dal dott. Giuseppe Basile (pediatra) e dalla puericultrice Tina Morello, della nascita del bimbo -, proprio perchè il Parkinson difficilmente si manifesta in età così giovane e, dunque, sono sporadici i casi di gravidanze con pazienti affette da tale morbo. È stato un grande lavoro di squadra, ma il più grosso merito va ascritto alla donna che ha avuto una grandissima forza di volontà, rinunciando per tanti mesi alla terapia che le consente di contrastare i tremori tipici di tale patologia. I farmaci da usare per questa cura, infatti, possono essere dannosi per il feto e, ovviamente, adesso che la terapia stessa verrà ripresa, la neo-mamma dovrà necessariamente alimentare il neonato con latte artificiale».

Il piccolo Marco è nato di 3 kg e 110 grammi, sta benone (al pari della giovane Sonia) ed ora si ergerà a simbolo dell’amore e del coraggio di una madre che l’ha voluto con tutte le sue forze: «È stato il giusto premio ai suoi sacrifici - aggiunge il dott. Locorotondo -, perchè i problemi ci sono stati non solo durante i nove mesi, ma anche prima, atteso che la coppia ha avuto difficoltà anche ad ottenere la gravidanza. Moglie e marito, peraltro, hanno manifestato subito il consenso a rendere pubblica questa loro incredibile esperienza affinchè possa servire da stimolo e da aiuto psicologico e morale ad altre coppie che convivono con patologie simili o comunque gravi. Da parte nostra, c’è stato il massimo impegno a seguirla con un occhio di particolare riguardo e il consenso a concludere la gravidanza con un parto spontaneo dopo un consulto con l’equipe medica e con la neurologa che la segue da quando la donna è affetta dal morbo di Parkinson».

Un’altra “pagina” lieta di sanità a livello locale, dunque, per una clinica privata al cui interno opera personale medico e sanitario di primo livello. Ma anche una “pagina” - o, meglio, una lezione - di vita per quanti credono che, al cospetto di simili malattie, diventi impossibile anche la più naturale delle cose che un essere umano è in grado di fare.

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