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Sabato 21 Ottobre 2017 | 03:17

Provvedimento della sindaca

Brindisi, dopo 6 mesi
varata la giunta ter

Brindisi, dopo 6 mesivarata la giunta ter

La riconferma di maggior parte della giunta dopo 19 giorni di gestione da donna sola al comando; la nuova nomina che ripristina l’equilibrio della quote rosa in giunta; la ridistribuzione delle deleghe con l’avocazione a sè di alcune branche «pesanti» dell’amministrazione dicono diverse cose dell’appena varato «Carluccio ter», terzo governo cittadino a sei mesi dalle elezioni. E tutte si riconducono ad un solo concetto che può essere letto politicamente e psicologicamente. La parola è «fiducia».

Ieri mattina, la sindaca Angela Carluccio, ha presentato il nuovo esecutivo comunale. Dal punto di vista dei volti, uno solo è l’assessore non riconfermato: Salvatore Del Grosso, che aveva la delega al Bilancio ora avocata a sè dalla sindaca. L’«assessora» nuova di zecca è Maria Lucia Romanelli, avvocato, la quale si occuperà delle risorse umane.
Vice sindaco resta Francesco Silvestre, ma ha la delega agli Affari generali, Affari Legali, Contenzioso e Appalti; le «Attività produttive» restano a Raffaele De Maria che si occuperà pure di politiche industriali; Michele Di Donna rimane alla Programmazione economica; a Vito Carella resta la delega all’Attuazione del programma e del controllo strategico e di gestione; Salvatore Brigante resta ai Lavori Pubblici e servizi cimiteriali; Maria Greco confermata all’organizzazione scolastica e allo sport; Francesca Scatigno ancora al verde e ai parchi cittadini; Giampiero Campo all’Urbanistica.

Nessun riferimento a deleghe ai consiglieri anche perchè la sindaca mantiene per sè non solo il Bilancio e i rifiuti, ma anche le autorizzazioni ambientali, le bonifiche, i tributi, la cultura, il marketing, la lotta all’evasione, la ricerca e le innovazioni, il turismo e le società partecipate.

«La maggioranza è sì traballante ma solo perché è uno dei miei primi atti è stato quello di mettere mano alla struttura dirigenziale del Comune, che nessuno prima di me aveva avuto il coraggio di mutare. E per fare ciò ho dovuto fare a meno di tre consiglieri di Impegno sociale che evidentemente volevano restasse tutto uguale», ha detto la sindaca ed ovviamente sono giunte numerose critiche, sfociate talvolta nel personale come quelle giunte in replica da «Noi centro» alle osservazioni di Mauro D’Attis (Forza Italia). «Quattro Assessori quasi invisibili, con deleghe residuali e marginali, ed una concentrazione delle deleghe nelle mani della Sindaca, o più probabilmente del suo entourage», ha osservato «Brindisi Bene Comune» aggiungendo: «Mentre il Sindaco Carluccio ed il suo gruppo commissariano la Giunta trattenendo deleghe pesantissime che vanno dall’ambiente, bonifiche e rifiuti al Bilancio , tributi e società partecipate, passando per i servizi sociali, proseguendo con le politiche abitative, è evidente che i veri dominus di questa giunta Ferrarese e Rollo lasciano ai partner le briciole, umiliandoli con deleghe di nessun peso, al più uno strapuntino, una seggiola».

Il Movimento 5 stelle, invece, concordando con l’analisi di Bbc circa gli «uomini forti» della maggioranza e mostrando la propria delusione per tutto quanto accaduto conclude: «Senza avere la sfera di cristallo quanto avvenuto rappresenta già il preludio per la prossima crisi di governo, basta osservare i volti dei consiglieri di maggioranza per comprendere che molti, troppi, non sono per nulla contenti di come vanno le cose. Peccato che però tutti restino lì, in attesa di un posto al sole, quando l’unica cosa da fare sarebbe dare un segno tangibile del malcontento e abbandonare questa zattera alla deriva». Duro anche il commento del Pd: «È fin troppo chiaro - si legge tra l’altro in una nota - che oramai la Sindaca e chi per lei hanno di fatto esautorato i partiti e partitini che compongono questa bislacca maggioranza avocando nelle mani della Carluccio deleghe fondamentali quali quella all'ambiente e al bilancio, riducendo tutta la maggioranza a semplice scendiletto».

Il concetto che su tutto aleggia è quello della «fiducia»: i partiti di una maggioranza esigua è chiaro che non godono più della fiducia della sindaca e costei - è evidente - quando meno se lo aspetta potrà vedersi privata della fiducia della maggioranza. Ma il problema è anche psicologico. Fidarsi di una donna del proprio ambiente tanto da farla «assessora» significa anche che non ci sono donne di cui fidarsi all’interno della maggioranza che la sostiene. E questo è davvero un guaio.

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