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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 16:59

A Fasano

Furbetti della raccolta differenziata
non pagano la Tari e rubano i box

Saranno individuati tramite le denunce di chi ha subìto i furti

Furbetti della raccolta differenziata  non pagano la Tari e rubano i box

FASANO - La regola è che i rifiuti vengano depositati utilizzando gli appositi contenitori a suo tempo consegnati dalla ditta che gestisce il servizio di igiene urbana agli utenti, ma il malcostume di depositare i rifiuti senza utilizzare le betonelle non solo è duro a morire, ma è in continuo aumento.

Il numero dei furbetti della differenziata è in continuo aumento tanto che a Palazzo di città nei mesi scorsi hanno dovuto fare ricorso ad un promemoria per rammentare ai cittadini che, in caso di furto delle betonelle, i nuovi contenitori possono essere richiesti gratuitamente alla Tradeco, la società che gestisce il servizio di igiene urbana nel Fasanese.

«Nell’eventualità - si legge nella nota dell’Ufficio stampa del Comune - i cittadini avessero la necessità di sostituire (perché rotti o rubati) i contenitori dei rifiuti differenziati bianchi e marroni, si potranno recare, per il ritiro di quelli nuovi, direttamente alla sede della Tradeco, in contrada Sant’Angelo. I cittadini potranno recarvisi, muniti di copia della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con cui si denuncia la scomparsa dei contenitori, ogni giorno, dal lunedì al sabato, dalle ore 8 e 30 alle 13».

Un vero e proprio esercito: sono davvero tanti i cittadini che, non avendo pagato le imposte e, non essendo quindi censiti, rubano i kit altrui per smaltire «correttamente» i propri rifiuti. Non si spiega altrimenti l’escalation di furti di contenitori per la raccolta differenziata. Le modalità del furto sono sempre le stesse: i raccoglitori vengono rubati nel corso nella notte, quando i proprietari li depositano all’esterno delle loro abitazioni con la frazione di rifiuti per cui è prevista la raccolta il giorno successivo. Quando hanno iniziato a registrarsi le prime scomparse di contenitori della differenziata si era pensato che dietro i furti ci fossero «bande» di ragazzini in vena di bravate. Quando, però, i colpi hanno iniziato ad aumentare in modo esponenziale è apparso chiaro a tutti che dietro i furti c’era ben altro. Al Comune si sono fatti un’idea ben precisa di quello che sta succedendo: chi non è nelle condizioni - e non lo è semplicemente perché non ha mai pagato la tassa sui rifiuti, la «famigerata» Tari - di ritirare il kit per la differenziata, per evitare di essere scoperto, i contenitori se li procura rubandoli. Più semplice di così. Di qui l’invito del Comune alle vittime di questi strani furti a denunciare l’accaduto. La denuncia serve per sapere chi usa un kit che non è il suo. Va ricordato, infatti, che ogni contenitore è dotato di un microchip e di un codice a barre. Agli addetti al ritiro dei rifiuti basta un semplice click per rendersi conto se il contenitore che hanno tra le mani è provento di furto e, di conseguenza, per scoprire chi lo sta usando indebitamente. Individuare i furbetti della differenziata non è un’impresa di quelle impossibili: basta solo passare sotto un lettore ottico i contenitori usati dagli utenti per conferire i rifiuti.

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