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Danni da vacanza rovinata
condannato tour operator

traghetto Larks

BRINDISI - Risarcimento danni da vacanza rovinata: ennesima sentenza di condanna. Ad averla ottenuta di recente sono stati i legali dell’Adoc di Brindisi – avv.ti Marco Elia e Marco Masi - in relazione alla nota vicenda del traghetto “Larks”, avvenuta nel 2014, quando migliaia di passeggeri subirono grossissimi disagi per la mancata partenza della motonave.
Ma andiamo per ordine.

La storia ha avuto inizio il 17 giugno di due anni fa quando un gruppo di ragazzi campani e lucani acquistarono un pacchetto turistico di un tour operator di Brindisi presso un’agenzia di viaggi lucana comprendente viaggio di andata e ritorno per Corfù per un numero di sette notti e per il periodo compreso tra il 21 e il 29 agosto 2014 al prezzo di 340 euro a persona. Nello specifico, la partenza dal porto di Brindisi doveva avvenire alle ore 20:30 del 20 agosto con arrivo a Corfù il giorno dopo alle ore 5,00 a mezzo del vettore Egnatia, motonave Larks; dopo il soggiorno nell’isola greca, la ripartenza per Brindisi era stata fissata alle ore 23,59 del 28 agosto con arrivo a Brindisi alle ore 7,00 del giorno successivo.
Questo... sulla carta. Perchè in realtà, poi, il 19 agosto, il tour operator di Brindisi comunicò agli attori, tramite l’agenzia di viaggi lucana, alcune variazioni del programma le quali non vennero accettate dagli acquirenti in quanto le nuove condizioni di viaggio non erano più compatibili con le esigenze che avevano determinato la scelta del pacchetto originario.
Nello specifico si era proposto: partenza dal porto di Bari (e non più di Brindisi) per il 20 agosto 2014 alle ore 18 con motonave “Venturis” ed arrivo a Corfù alle ore 8,00 del giorno dopo. Quindi, rientro da Igoumenitsa con partenza alle ore 1,00 del 29 agosto ed arrivo a Brindisi alle ore 8,30 del giorno susseguente con motonave Grimaldi Lines.

Non potendo (e non volendo) sottostare al cambiamento del programma di viaggio, il gruppo di ragazzi campani e lucani, pertanto, si premunì di rendere noto tempestivamente al tour operator di non accettare le variazioni proposte in quanto le stesse comportavano un aggravio delle condizioni contrattuali, sia in termini di tempo, per la durata complessiva del viaggio, sia dei costi, dovendo provvedere gli stessi a propria cura e spese al trasferimento da Corfù ad Igoumenitsae e, pertanto, comunicarono la loro intenzione di recedere dal contratto ai sensi dell’art. 40 e 41 del Codice del Turismo, senza pagamento di penali, con rimborso della somma già corrisposta.
Nonostante i ripetuti solleciti inviati dai turisti, anche tramite l’agenzia di viaggi lucana, al tour operator di Brindisi e la missiva di messa in mora dei legali avvocati Marco Masi e Marco Elia dell’Adoc di Brindisi, il tour operator brindisino non provvedeva al rimborso della quota di 340 euro procapite.
Da qui, il passo successivo, quello di intraprendere l’azione legale citando in giudizio, a mezzo della stessa associazione dei consumatori, il tour operator brindisino.

Istruita la causa e analizzate le carte, il Giudice di Pace di Brindisi, nella persona della dott.ssa Maria Romanazzi, ha emesso una sentenza di condanna in solido per l’agenzia di viaggi lucana ed il tour operator brindisino che dovranno restituire la quota di 340 euro pro capite e ha anche condannato, in solido, tutte le parti (agenzia, tour operator ed assicurazione) al risarcimento dei danni morali patiti dai giovani turisti.
Insomma, un’altra vittoria per le associazioni dei consumatori, ma soprattutto un’altra pronuncia che fa giurisprudenza, arricchendo il “mosaico” di provvedimenti giuridici emanati nei confronti di quelle agenzie o operatori che non sempre si attengono alla disposizioni che disciplinano i contratti di viaggio.

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