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Bassi è «Il Sindaco Pescatore»

Il «Verdi» apre
con l'omaggio
alla vera legalità

Il «Verdi» apre  con l'omaggio alla vera legalità

BRINDISI - Decima stagione. Il «Teatro Verdi» acquisisce sempre più visibilità in tutto il Salento. Grazie alle scelte, condivise all’unanimità, da tutti i frequentatori del contenitore culturale brindisino

Anche quest’anno, il cartellone allestito dal direttore artico Carmelo Grassi offre una varietà di spettacoli di eccellente qualità.

Si comincia martedì. A dare il via alla stagione uno degli interpreti della tv e del cinema più popolari, Ettore Bassi. Lui con la tenuta da pescatore rifà i passi di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica brutalmente assassinato sei anni fa.

«Il sindaco pescatore» è il primo di tredici appuntamenti. Lo spettacolo, prodotto dalla «Panart» di Michele Ido, è diretto da Enrico Maria Lamanna, con musiche originali di Pino Donaggio.

Ettore Bassi è dunque «Il sindaco pescatore», la storia di un eroe moderno, un visionario capace di ascoltare i suoi sogni prima di tutto: un esempio che diventa memoria e la memoria che si trasforma in messaggio, soprattutto per le nuove generazioni. Per questo Ettore Bassi, prima dello spettacolo, martedì mattina alle 11.30, incontrerà a scuola studenti e docenti dell’Istituto Tecnico «Giorgi».

La storia - Il 5 settembre 2010 sette colpi di pistola ponevano fine alla vita di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore. Circa dodici anni prima Angelo, ancora solo pescatore, nauseato dal degrado e dall’incuria in cui il suo paese e il suo mare erano sprofondati, aveva deciso di impegnarsi in prima persona. Studiando durante le lunghe notti passate in mare, sacrificando il poco tempo libero concesso da un lavoro faticoso, aveva deciso di candidarsi a sindaco.

La sua semplicità, unita a un carisma innato, aveva convinto la gente di Pollica e della sua maggiore frazione, Acciaroli, nel cuore del Cilento, ad eleggerlo. Il programma era semplice, «per andare avanti bisognava tornare indietro», cioè recuperare i valori del passato, far tornare Acciaroli agli splendori di una volta. La politica della legalità e del rispetto per l’ambiente. La politica dell’ascolto e del darsi da fare per risolvere i problemi. La politica che dà fastidio ai potenti e ai farabutti. In poco tempo Vassallo aveva compiuto una vera e propria rivoluzione culturale, trasformando un villaggio di pescatori in paradiso per i circa ventimila turisti che lo frequentavano ogni estate.

Purtroppo questo improvviso benessere, questa ricchezza repentina avevano attirato ad Acciaroli anche gli speculatori, gli imprenditori collusi con la malavita, gli spacciatori: la camorra. Angelo si schiera contro questi poteri in prima persona, spesso da solo. Per questo viene ucciso, lasciando nella disperazione una comunità intera.

L’operato di onesto amministratore di Angelo Vassallo è raccontato dal fratello Dario nell’omonimo libro (da cui è tratta la drammaturgia dello spettacolo, insieme ai racconti di chi lo ha conosciuto) che affronta i temi dell’ingiustizia, della lotta all’illegalità e alla criminalità organizzata in una regione come la Campania.

La storia di un eroe che nella normalità di una vita ambientata in uno dei luoghi più belli d’Italia, scrive un esempio straordinario da fissare nel tempo.

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