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Due arresti

Oltre 1500 chili di marijuana
sequestrati dalla Finanza

Oltre 1500 chili di marijuanasequestrati dalla Finanza

Oltre una tonnellata e mezza di marijuana. Mille cinquecento sessantaquattro chili, per la precisione, per un valore commerciale che supera il milione e mezzo di euro. A tanto ammonta il maxi sequestro di droga effettuato, in diverse operazioni, negli ultimi giorni, dai militari del Gruppo di Brindisi della Guardia di Finanza.
Quasi contestualmente al già noto sequestro di quasi 400 chili di «erba» effettuato a San Pietro Vernotico con due arresti, i militari - guidati dal tenente colonnello Tiziano La Grua - nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio finalizzati al contrasto dei traffici illeciti, hanno scoperto un deposito, con all’interno oltre una tonnellata di marijuana. Si tratta di 1.178 chilogrammi di «erba» che erano stati stoccati in un casolare di campagna adibito a deposito di attrezzi agricoli in contrada «Trullo», alle porte della frazione di Tuturano. Il sequestro è stato operato a carico di ignoti.
L’operazione è avvenuta quasi nelle stesse ore di quella effettuata nel Comune di San Pietro Vernotico. Nell’occasione, giovedì scorso, erano finiti in manette il sampietrano, Luca Sabetta, 37 anni, allevatore di lumache incensurato e l’albanese Vezdhan Braimhaj. I finanzieri avevano trovato all’interno di un’abitazione, nella disponibilità dell’italiano, circa 138 chilogrammi di marijuana e un autocarro, in uso ad un cittadino albanese. Sul mezzo, era stato ricavato un doppio fondo in cui erano stati nascosti altri 248 chili della stessa sostanza stupefacente.
Nel corso dell’estate e, soprattutto nelle ultime settimane, i finanzieri hanno sequestrato droga a fiumi. Effettuando anche numerosi arresti. Non solo. Altri ingenti carichi di droga proveniente dall’Albania è stata sequestrata dai militari del Reparto operativo aeronavale di Bari.
Segno di una ripresa massiccia del traffico di droga col Paese delle Aquile dopo un periodo di relativa «calma». Si tratta di carichi ingenti del valore di svariati milioni di euro. Anche nell’ultimo caso, la droga sequestrata in contrada Trullo, era sicuramente arrivata con qualche gommone sbarcato lungo la litoranea. L’«erba» era infatti contenuta in alcuni borsoni e i pani erano perfettamente avvolti in nastri di cellophane come con i carichi che affrontano la traversata dell’Adriatico. Non era quindi stata coltivata in loco. A spiegare il motivo di questa impennata del fenomeno era stato - in occasione del maxisequestro da oltre 5 milioni di euro dell’inizio di ottobre - il comandante del Roan di Bari, il colonnello Antonello Maggiore. La ragione è che in Albania, che è il maggiore produttore europeo di marijuana, sono pieni di «erba». Coltivazioni vastissime dedicate allo stupefacente che è giunto a maturazione e di cui gli i trafficanti albanesi devono liberarsi e vendere. Per questo ci provano con qualsiasi mezzo anche a costo di essere intercettati e catturati.

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