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Verde trascurato, fogna in tilt e strade buie: un vero disastro

Inefficienza e inciviltà. Due facce della stessa medaglia che rappresentano un po’ ciò che si vede a... occhio nudo in città. Due modi di porsi che, evidentemente, non collimano con le legittime aspettative di chi, al contrario, vorrebbe maggiore ordine, pulizia e rispetto per il territorio.

L’inefficienza, in particolare, investe la “macchina” amministrativa, mentre l’inciviltà (che approfondiamo nell’articolo in basso con una foto più che eloquente, ndr) concerne i cittadini, non tutti ovviamente, ma solo coloro i quali (e purtroppo non sono pochi) si ostinano a dare un concreto e fattivo contributo - ad esempio, abbandonando rifiuti e altro materiale per strada - nell’oltraggiare il decoro e nel penalizzare l’igiene.

Partiamo dall’inefficienza. La si vede e la si “tocca” in una moltitudine di scenari, anche quelli magari meno “invasivi” ma comunque rilevanti da punto di vista estetico e dell’immagine.

Oleandri -Ci riferiamo, tanto per citare un esempio, al discutibilissimo modo con cui si provvede a potare gli oleandri lungo tutto il percorso della Pittachi. Se, da un lato, si è ridotta la folta chioma in corrispondenza della segnaletica stradale verticale (e questo è forse l’unico aspetto positivo da evidenziare), dall’altro capita di incontrare dei tratti di strada con la vegetazione opportunamente tagliata e altri, distanti pochi metri, con rami ben più alti e folti. Senza contare che vi sono dei punti in cui gli oleandri sono potati sul lato che si affaccia sul versante riservato al traffico automobilistico, mentre accanto - sul lato che costeggia la pista pedonale - sono rimasti intatti, dando un’immagine distorta di quella che dovrebbe essere la composizione lineare del verde pubblico. Non un minimo di criterio è stato attuato in questa opera di manutenzione.

TombinoMa di esempi, come detto, se ne potrebbero menzionare tanti altri. Così, è emblematico di questo generale andazzo il tombino che insiste sul marciapiede di via Appia, proprio di fronte alla clinica Salus: sono giorni, ormai, che da esso fuoriesce acqua sporca (e per fortuna che è fogna bianca...) creando fortissimi disagi ai tanti pedoni che transitano in zona, ma anche agli automobilisti visto che la pozzanghera si estende puntualmente alla carreggiata contigua. Possibile che nessuno intervenga? Eppure, le segnalazioni sono state molteplici: ci vuole davvero tanto (di tempo e denaro) per rimettere in sesto quel tombino che perde?

Statale al buioAltro grosso “neo” in tema di inefficienza è la situazione inerente la zona posta all’ingresso della città, il tratto finale, cioè, della strada statale 7 che collega Brindisi a Mesagne e poi a Taranto. Lì dove, per intenderci, c’è il centro commerciale Le Colonne, il Decathlon e, soprattutto, l’ospedale “Perrino”, oltre ai vari imbocchi laterali per accedere ad ognuna di queste strutture. Guai, in tale contesto, a distrarsi nella guida, in quanto la strada è al buio a causa di un’illuminazione pubblica carente o del tutto assente. E non è certo un caso che pochi giorni fa un’automobilista mesagnese ha perso la vita, finendo contro l’ulivo della rotonda d’ingresso in città. Senza contare che è un pericolo costante anche per chi raggiunge a piedi il presidio sanitario.

Per ragioni di spazio, finiamo qui la “lista nera”, ma di anomalie, di irregolarità e di quant’altro non funziona ce n’è a iosa e, quel che è peggio, è che più si va avanti e più il quadro si aggrava nel più totale disinteresse dell’Amministrazione e degli uffici comunali competenti (e nel caso della Statale 7 si dovrebbe incalzare l’Anas). Così non si va da nessuna parte, men che meno in direzione di quell’auspicata crescita di cui tutti parlano ma che poi nessuno attua nella realtà dei fatti.

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