Sabato 21 Luglio 2018 | 17:15

l'italia trema

Al sicuro nella «sua» Brindisi
per scampare al terremoto

La vicenda di un concittadino che da anni ha messo su famiglia a Fabriano

Al sicuro nella «sua» Brindisi  per scampare al terremoto

BRINDISI - L’Italia centrale trema ancora e, pur se a distanza, anche i brindisini.

L’ennesima scossa - registrata ieri mattina attorno alle 7,40 tra le Marche e l’Umbria, con una magnitudo vicina ai sette gradi - è stata avvertita anche in provincia (specie da chi abita sui piani superiori dei palazzi) e non sono mancate le telefonate ai vigili del fuoco da parte di anziani impauriti.

Molte famiglie hanno subito contattato i figli universitari (in quella zona ci sono diverse facoltà dove sono iscritti e vivono tanti brindisini), ma anche familiari o parenti trapiantati lì da anni, per sincerarsi delle loro condizioni e mai come in questi casi risultano utili tutti i più moderni strumenti di comunicazione (facebook, whatsapp e così via) attraverso i quali il “tam tam” di messaggi è senza sosta.

La paura e l’impotenza - legati alle ripetute scosse di terremoto - sembrano ormai aver preso il sopravvento in quell’area della penisola, a tal punto che più di qualcuno ha pensato bene di tenersi per qualche giorno a... debita distanza da quell’angosciante sciame sismico, approfittando di essere originario di Brindisi.

È il caso dell’avv. Antonio Francavilla e della sua famiglia (la moglie, anch’ella avvocato, Maria Luisa Boldrini e dei due figli) che, grazie a questo “escamotage” si sono risparmiati ulteriori attimi di sgomento, visto che il sisma ha interessato anche ieri la “loro” Fabriano.

«Mi sono subito informato - racconta l’avv. Francavilla - e ho appreso che ci sono stati altri crolli perchè la scossa è stata più forte rispetto a quella registrata giorni fa, sebbene la città abbia retto bene anche questa volta grazie alla buona ricostruzione fatta un ventennio fa. Peraltro, il sistema di Protezione Civile a Fabriano funziona a meraviglia in queste situazioni di emergenza e non a caso sono intervenuti, su chiamata, anche ad Amatrice e a L’Aquila».

Il pensiero, inevitabilmente, torna indietro di qualche giorno, a quel fatidico 26 ottobre quando c’è stato l’altro forte sisma che ha interessato l’Italia centrale: «Le scosse, quel giorno, sono state due - dice ancora il professionista originario di Brindisi -, ma alla seconda (la più intensa), assieme ad altre migliaia di persone, siamo scesi in strada e abbiamo trovato rifugio all’interno del palazzetto, passando lì l’intera notte. Sul momento, invece, eravamo in casa: è stato terribile perchè tremava tutto e in quei concitati attimi avverti un senso di impotenza senza eguali. La stessa mattina dopo, abbiamo deciso di venire a Brindisi con il preciso intento di ritrovare un po’ di serenità, anche perchè non è facile restare tranquilli avendo a che fare con continue scosse di assestamento».

p. potì

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