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contenzioso a brindisi

Citò il Comune per danni
condannata alle spese di lite

La donna cadde per una buca stradale e chiese 20mila euro di risarcimento

Citò il Comune per danni  condannata alle spese di lite

di Pierluigi Potì

BRINDISI - Contenzioso per risarcimento danni da caduta provocata da strade in dissesto: ad uscirne con le... ossa rotte non sempre è il Comune.

La condanna dell’Ente rappresenta la regola, ma a volte prevale l’eccezione e a pagarne le spese - non solo in senso... figurativo - questa volta è stata una signora di Brindisi, la cui istanza di ristoro è stata rigettata dal Tribunale che, applicando alla lettera il principio della soccombenza nel giudizio, l’ha anche condannata a pagare al Comune le spese legali. Come a dire... al danno, la beffa.

La vicenda risale a qualche anno fa: la donna, a seguito delle lesioni riportate a causa di un dislivello della pavimentazione di un marciapiede, aveva citato in giudizio il Comune chiedendo un risarcimento dei danni di poco inferiore ai 20mila euro. Ritenendo la domanda attrice del tutto infondata, con delibera di Giunta del giugno 2011, si era optato per la resistenza in giudizio, con conseguente richiesta di rigetto dell’istanza di risarcimento. Solo quest’anno è poi giunta la sentenza del Tribunale di Brindisi e la pronuncia dei giudici non è stata certo benevola nei confronti della donna: domanda, infatti, respinta e condanna al pagamento delle spese legali a favore dell’Ente convenuto, liquidate in complessivi 1.900 euro. Somma poi accresciuta dalla maggiorazione del 15% (285 euro) e dagli oneri fiscali previsti dalla legge (705,75 euro), per cui l’importo totale da versare nelle casse comunali ammonta alla fine a ben 2.890,75 euro. Con determina, quindi, del 22 settembre scorso, il dirigente del settore Affari Legali ha poi demandato al settore Servizi Finanziari l’incasso della predetta somma, da accertare sul capitolo 347/2 del Bilancio 2016 sotto la voce “Introiti per rivalsa crediti Ufficio Legale”.

La sentenza pronunciata dal Tribunale di Brindisi ha interrotto (ma solo per qualche giorno, come dimostra l’opposto esito di altri giudizi a cui facciamo riferimento nell’articolo accanto, ndr) una lunga serie di provvedimenti (emessi soprattutto dai giudici di pace) sfavorevoli al Comune. Nella maggior parte dei casi non si tratta di cifre esorbitanti ma, sommando le tante condanne ricevute, si arriva senz’altro a somme importanti che, ovviamente, mettono a durissima prova le già di per sè scarne risorse finanziarie a disposizione dell’Ente.

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Commenti all'articolo

  • nunzio1

    26 Ottobre 2016 - 09:09

    molto spesso le casse dei comuni diventano il bancomat di tanti piccoli truffatori

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