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«Paga o il video va in rete»

Operaio si spoglia in chat
ma finisce sotto ricatto

Un 30enne mostra la sua... virilità ma viene filmato e minacciato

Opeaio si spogli in chatma finisce sotto ricatto

FASANO - Offre prova in chat della sua... virilità a quella che credeva fosse una donna interessata e tentano di ricattarlo e di estorcergli denaro mettendo il video in rete. La vittima del tentativo di estorsione è un fasanese di 30 anni. L’uomo è caduto nella trappola che gli è stata tesa da una vera e propria organizzazione criminale che opera su internet avendo le proprie basi logistiche in Paesi lontani. L’operaio fasanese è in buona compagnia: di denunce come quella che lui, nei giorni scorsi, ha sporto alle forze dell’ordine ce ne sono decine e decine. La tecnica usata dai cyber taglieggiatori è sempre la stessa: la vittima di turno riceve sui social network la richiesta di amicizia di una bella donna (o sedicente tale). L’accetta. Col tempo tra i due nasce un’amicizia (virtuale). Con il passare dei giorni il dialogo tra i due si intensifica. Ad un certo punto, nel mezzo di una conversazione in chat, la donna chiede all’interlocutore una prova tangibile della sua virilità. L’uomo non si tira indietro e, in videochat, si adopera per soddisfare quello che crede essere un appetito sessuale della sua amica virtuale. Non può certo immaginare che la donna, sempre ammesso che dall’altra parte dello schermo ci sia effettivamente una donna, sta registrando le prodezze erotiche dell’uomo e, di lì a poco, utilizzerà quei video hard per ricattarlo. Il passo successivo è l’invio del filmino al diretto interessato e, per forzare un po’ la mano, a qualche suo amico (di internet). La richiesta di denaro arriva a stretto giro di tempo: o paghi o mettiamo il video in rete. E’, per filo e per segno, quello che è successo al 30enne fasanese. Dopo aver dato prova a quella che credeva essere un’amica virtuale della sua virilità, il malcapitato si è visto arrivare a stretto giro di tempo la richiesta di denaro, accompagnata dalla minaccia che, se non avesse pagato, la sua performance a luci rosse sarebbe diventata di dominio pubblico. In preda alla disperazione e non volendo cedere al ricatto, l’operaio si è rivolto alle forze dell’ordine. In questi frangenti, la cosa migliore è andare direttamente alla Polizia postale, che dispone di maggiori e più efficaci strumenti per rimuovere da internet in tempo (quasi) reale foto e video. A seguire gli investigatori si mettono sulle tracce dell’organizzazione criminale. Considerando che negli ultimi tempi le denunce di truffe come quella sporta dal giovane fasanese – che di certo dopo quello che gli è capitato ben difficilmente metterà ancora in mostra la sua esuberante virilità su internet – sono in costante aumento, il suggerimento delle forze dell’ordine è di denunciare immediatamente questi tentativi di estorsione.

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