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«Mi sono dimesso perché
al Comune sbagliano tutto»

Il vice sindaco sbatte la porta

«Mi sono dimesso perché al Comune sbagliano tutto»

LATIANO - Il vice sindaco Cosimino Albanese torna a scivere ai suoi concittadini a proposito delle sue polemiche dimissioni dall’incarico in giunta.

«Già dai primi giorni del mio mandato - scrive - ho voluto denunciare l’inadeguatezza organica dell’Ufficio Lavori Pubblici rispetto al carico di lavoro a esso assegnato e alle criticità riscontrate sulle singole opere. Pur avendo richiamato l’attenzione di tutta la maggioranza sulla reale necessità di dividere i due settori, Urbanistica e Lavori Pubblici e collocando alla guida di quest’ultimo un dirigente che si occupasse solo di Opere Pubbliche, si è voluto lasciare immutato l’assetto logistico dell’ufficio, immobilizzando così l’intero settore dei Lavori Pubblici».

Altro aspetto che ha riguardato la parte operativa dell’Assessorato ai Lavori Pubblici è stato l’ aver permesso lo stralcio totale del Piano triennale di Opere Pubbliche (neppure un euro previsto nel triennio), senza alcun tipo di reazione e ignorando del tutto le mie richieste di intervento su una programmazione inesistente - aggiunge -. Solo per citare alcune cose: rifacimento strade con un mutuo di 400.000 che tutti quanti stiamo pagando da circa un anno, ampliamento del cimitero in danno ai tanti cittadini che hanno da tempo pagato i terreni, adeguamento edifici scolastici ad oggi ancora privi di di regolare certificato di agibilità, completamento del palazzetto dello sport di via Einaudi». «La questione politica - spiega ancora - è invece correlata ad un settore di vitale importanza come l’Urbanistica. Vorrei farvi riflettere sugli effetti che produrrà la delibera n. 128/16, con cui L’Amministrazione Comunale ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato a proposito della questione relativa alle edificazioni in “ Contrada Singolo”. In caso di sentenza sfavorevole per il Comune, questo sarà condannato al pagamento delle spese di lite e si vedrà costretto a pagare le spese e a risarcire i danni ai proprietari; in caso di sentenza favorevole per il Comune, sarà fatto divieto di costruire nella zona in questione ma non solo, questo precedente, infatti, renderà impossibile per il futuro l’edificazione su tutte le aree agricole del nostro territorio».

«Si sarebbero potute evitare l’una e l’altra conseguenza semplicemente scegliendo di rispettare quanto deciso dal Tar nel primo grado di giudizio - conclude -. Non ho mai voluto imporre la mia volontà sulle decisioni assunte da questa maggioranza, ho sempre cercato e invocato il confronto costruttivo sulle tante problematiche discusse. Troppo spesso, tuttavia, hanno prevalso posizioni ideologiche e preconcette del tutto decontestualizzate dalla realtà del nostro territorio e dalle priorità che la contingenza del momento impone. La mia voce è rimasta inascoltata, minoritaria e isolata tanto da far prevalere in me il coraggio della responsabilità. Responsabilmente ho rinunciato ad un incarico la cui azione si è voluto depotenziare e rendere inefficace. Responsabilmente continuerò ad impegnarmi per il bene della comunità a cui appartengo da cittadino attivo. Un grazie lo devo a tutti i Cittadini, a chi mi ha sostenuto permettendomi di vivere questa esperienza amministrativa ma anche a chi mi ha criticato perché anche le critiche, se costruttive, aiutano a fare sempre di più e meglio».

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