Cerca

Una ventina di colpi

Assalti ai bancomat
in cella 4 brindisini

Assalti ai bancomatin cella 4 brindisini

Scacco alla banda di brindisini specializzata negli assalti ai bancomat con la tecnica dell’esplosione e dello «sradicamento». In manette - ad opera dei carabinieri della Compagnia di Osimo (Ancona) - sono finiti in manette Cosimo Iurlaro, di 41 anni, Omar Bianco, di 27 anni (entrambi brindisini), Marco Santoro, di 25 anni (di Carovigno) e Vincenzo Schiena, di 38 anni (di San Vito), tutti con precedenti specifici. Una ventina i colpi di cui sono ritenuti responsabili. Dall’inizio dell’anno avrebbero messo a segno una serie di assalti a bancomat di filiali bancarie, uffici postali, casse continue di distributori di carburanti e gioiellerie nelle Marche, Puglia (Brindisi e Lecce) ed Emilia Romagna. Le indagini sono partite dopo il furto di un bancomat a Polverigi (Ancona) con la tecnica dell’esplosione di gas acetilene il 2 gennaio 2016, seguito da un colpo a Padiglione di Osimo, dove l’apparato Atm è stato portato via (aprile).

L’operazione «Cashpoint» ha portato ad individuare i modus operandi del gruppo criminale: «sradicamento» del bancomat con l’uso di un escavatore rubato oppure esplosione con una miscela di ossigeno e acetilene, utilizzo di un’altra vettura rubata come ostacolo per sbarrare la strada ai carabinieri ma anche di chiodi a tre punte sparsi lungo la strada. Individuata anche l’auto usata per la fuga dal gruppo dopo ogni colpo: una Audi RS6 nera con targhe clonate. La svolta il 24 settembre scorso quando i militari hanno individuato un appartamento a Porto Sant'Elpidio (Fermo), che fungeva da base per la banda e un garage come ricovero per l'Audi. Nelle prime ore del 25 settembre, a stretto giro i quattro avrebbero fatto esplodere due bancomat uno a Villa Musone di Recanati (Macerata), l’altro a Monte Urano (Fermo), ma in entrambi i casi sono dovuti fuggire senza soldi per l’arrivo dei carabinieri.

Quando i malviventi si sono rifugiati a Porto Sant'Elpidio, i militari del nucleo operativo di Osimo hanno fatto irruzione nel covo. Sequestrate bombole di ossigeno e acetilene, tuttoil materiale utilizzato per i colpi - tra cui i chiodi a tre punte - e l’Audi, risultata rubata a Porto San Giorgio e sottoposta a «blindature» in Puglia con lastre di acciaio dietro ai sedili e nella parte posteriore. Mercoledì il gip di Fermo ha disposto l’obbligo di dimora degli arrestati presso i Comuni di residenza con l’obbligo di firma. Le indagini, coordinate dalla Procura di Ancona - sotto la regia del pm Ruggiero Di Cuonzo -, sono ancora in corso e volte ad attribuire al commando la paternità di tutti i furti commessi nelle Marche e in alcune provincie pugliesi, oltre ad individuare gli altri componenti della banda, almeno un paio le persone che sarebbero ricercate. I quattro sono ritenuti responsabili in concorso di tentato furto pluriaggravato su bancomat a mezzo materiale esplodente, con l’aggravante del nesso teleologico dell’uso di esplosivo per commettere i delitti. Tra le contestazioni anche quella di aver usato targhe clonate, di una Audi A6 di proprietà di cittadino di Trento, sull’Audi RS6 di provenienza illecita.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400