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Lavoro e dintorni

Soffre l'Aeronautico
«Mille posti a rischio»

I sindacati lanciano l'allarme e chiedono un incontro a Emiliano

Soffre l'Aeronautico  «Mille posti a rischio»

Mille posti di lavoro a rischio nel settore aeronautico brindisino. E le segreterie provinciali tornano a sollecitare un incontro urgente con i massimi vertici regionali dopo che il precedente invito del 28 luglio scorso è rimasto «lettera morta» dato che non è pervenuta alcuna convocazione. I segretari Fim-Cisl Brindisi Michele Tamburrano, Fiom-Cgil Brindisi Maurizio Sancesareo e Uilm-Uil Brindisi Alfio Zaurito tornano a chiedere al presidente della Regione Michele Emiliano e agli assessori allo Sviluppo economico Loredana Capone e al Lavoro Sebastiano Leo una «assunzione di responsabilità» sul problema che presto potrebbe deflagrare mandando a gambe all’aria quello che è ancora al momento uno dei settori importanti di questo territorio.

«Nello specifico ricordiamo - dicono i tre segretari - che le aziende operanti nel settore aeronautico in provincia di Brindisi stanno vivendo un momento di estrema difficoltà dovuta al fatto che il principale cliente – Leonardo SpA – sta mettendo in atto un programma di ridimensionamento degli ordini verso le stesse ed in alcuni casi favorendo aziende non pugliesi, con le medesime capacità professionali, e che dal 28 luglio ad oggi ci consta registrare un aumento delle dichiarazioni di esubero da parte delle stesse aziende. Essendo a rischio oltre 1000 posti di lavoro di uomini e donne altamente qualificati e che fino ad oggi hanno fatto si che la Puglia si fregiasse di essere uno dei poli aeronautici all’avanguardia, e non essendoci altri enti che al momento sembrano interessati al problema, riteniamo opportuno affrontare l’argomento sperando in un celere riscontro».

La crisi coinvolge numerose aziende ricorda Alfio Zaurito: «Dalla Gse, a Tecnomessapia - che sta già licenziando dipendenti e non riesce a pagarli mai in tempo -, da Processi speciali a Dema, Comer Calò. Oggi registriamo che anche la Rav srl industria con 52 dipendenti dichiara il 50% di esuberi e la CMC srl di Carovigno dichiara cassa integrazione per 50 dipendenti su 50». Dati preoccupanti per il sindacato che chiede un intervento prima che sia troppo tardi.

A. P.

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