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acque agitate Richieste pressanti per l'azzeramento

sindaca in difficoltà Conservatori e Riformisti attendono segnali prima del Consiglio

acque agitate Richieste pressanti per l'azzeramento

BRINDISI - Acque agitatissime nella maggioranza. «Sono inutili le telefonate di Ferrarese nel tentativo di ricomporre la situazione», dice più d’un consigliere di maggioranza. «La sindaca non deve dire: “Siamo partiti col piede sbagliato” - prosegue -, ma deve riconoscere che lei è partita col piede sbagliato». Ragioni per le quali, ad esempio, in adesione a queste valutazioni, ecco che i «Conservatori e riformisti» fanno sapere dall’entourage dell’on. Ciracì che il partito «attende segnali prima che si celebri la seduta consiliare, altrimenti alla seduta non si partecipa», mentre i «Democratici per Brindisi» avrebbero indicato ai loro di non partecipare alle sedute della giunta.

Certamente nessuno vuole andare a casa prima del termine, anche perché l’attuale esperienza amministrativa è appena iniziata, ma - osservano - «così come stanno le cose è difficile andare avanti».

E da più parti si chiede non la verifica, ma l’azzeramento, il ritorno allo spirito originario della coalizione, se mai c’è stato: quello che praticamente chiedeva Carmelo Palazzo e «Impegno sociale» e che la sindaca non avrebbe considerato, decidendo in perfetta solitudine prima le dirigenze, quindi lo staff, quindi la giunta con la scelta di due assessori esterni.

E allora come finisce? Finisce che venerdì alle 9 il Consiglio è convocato per discutere ordini del giorno e mozioni (in seconda convocazione) che, presentati dalle opposizioni nella scorsa seduta, non erano stati affrontati per la mancanza del numero legale, con tutta quella polemica che ne era seguita per l’abbandono dell’aula da parte della maggioranza. Ma soprattutto, in prima convocazione e quindi con una possibile inversione dell’ordine del giorno dei lavori, il Consiglio è stato convocato per discutere innanzi tutto della ratifica della delibera riguardante le variazioni di bilancio e di due ordini del giorno presentati da «Brindisi Bene Comune» sulla chiusura al traffico di Corso Garibaldi e dal Movimento 5 stelle sui temi di energia e ambiente.

È ovvio che sono diversi i gruppi della maggioranza - costituita sulla carta - che attendono segnali dalla sindaca ed è ovvio che, proprio quella variazione di bilancio è uno dei momenti più importanti dell’intera impalcatura, perchè da essa sono partite le prime scelte «non concordate» tra prima cittadina e maggioranza uscita dalle urne.

Insomma, oltre le tante telefonate che infruttuose vanno susseguendosi, sembra che il primo passo di Angela Carluccio per recuperare lo spirito originario sia quello di azzerare la situazione o almeno di ridefinire l’esecutivo senza i suoi due assessori «tecnici» e assegnando quelle deleghe ed anche quelle che lei ha mantenuto in attesa di «Impegno sociale».

Motivo di tutto ciò: dare piena visibilità politica a tutta la maggioranza che la sostiene, rinunciando ai «tecnici» che sembra non siano graditi ad alcun partner della sindaca, anche perchè sembra non abbiano avuto o cercato alcun contatto con la maggiorana che pure deve sostenerli nella loro azione.

«Quello che sta accadendo in questi giorni all'amministrazione Carluccio è il motivo per cui non siamo mai stati conformi alle alchimie elettorali», hanno scritto quelli di “Fratelli d’Italia” che non hanno rappresentanti in Consiglio. «Il "vincere a tutti i costi con chiunque purchè si vinca" - hanno proseguito - non ci appartiene e mai ci apparterrà perchè oltre ad una questione di principio, valore che molto spesso gran parte dei politici brindisini accantona senza particolari problemi, rappresenta anche il preludio del "mal amministrare" e la dimostrazione oggi è quanto traspare dalle parole del consigliere Luperti. Prendiamo atto che siamo dinanzi all'ennesimo fallimento per la città di Brindisi - concludono -, una classe politica incapace di portare a termine gli impegni presi con la cittadinanza, eravamo curiosi di vedere la trama di questo nuovo film dopo la sigla roboante della campagna elettorale ed invece siamo già ai titoli di coda. Il Sindaco chiarisca la situazione a tutti i cittadini brindisini, prendendo atto di non aver più la maggioranza con la quale ha vinto le elezioni, non possiamo permettere che Brindisi resti impantata nell'ennesima disfatta amministrativa».

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