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Controlli ridotti all'osso
i bracconieri... gongolano

La Lipu esprime timori per l'assenza della Polizia Provinciale

Controlli ridotti all'osso i bracconieri... gongolano

di Pierluigi Potì

Con la stagione di caccia ormai alle porte - dopo le due giornate di pre-apertura dell’1 e del 4 settembre e la terza in programma domenica prossima, le “doppiette” entreranno ufficialmente in azione dal 18 settembre -, si alza il grido d’allarme delle associazioni animaliste in riferimento all’azione di contrasto del bracconaggio.

Un timore che quest’anno si esprime in misura ben più sentita in considerazione di un aspetto affatto trascurabile: l’assenza sul campo - relativamente all’attività di vigilanza e controllo - della Polizia faunistico-venatoria della Provincia, assorbita dalla Regione ma - come spieghiamo meglio nell’articolo in basso - non ancora operativa.

«Sì, c’è forte preoccupazione, inutile nasconderlo - dice al riguardo Agostino Cavallo della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Brindisi -. Abbiamo già avuto modo di apprendere che i bracconieri sono in fibrillazione per il campo libero in più che potranno avere e questo rappresenta un vero e proprio invito a nozze per gente senza scrupoli. Già ci sono pochi soggetti deputati all’attività di controllo, ora venendo meno anche i componenti della Polizia Faunistico-Venatoria c’è davvero poco da stare allegri. L’auspicio è che si ponga subito idoneo rimedio a tale lacuna, altrimenti per gli animali del nostro territorio le possibilità di sopravvivenza si ridurranno notevolmente».

In pratica, allo stato - a meno che la Regione non ponga rimedio in extremis -, gli unici ad operare controlli saranno gli agenti del Corpo Forestale, giacchè non vi sono al momento le condizioni neppure per l’impiego delle guardie venatorie volontarie, ossia di quei soggetti che svolgono vigilanza per conto di associazioni venatorie e ambientaliste. Il motivo? Semplicissimo: manca il coordinamento (indispensabile per legge) svolto da una forza di polizia, nel caso specifico dalla Polizia Provinciale che ora, come detto, non esiste più. Peraltro, spetta (o, meglio, spettava) alla Provincia anche la corresponsione di un contributo alle associazioni aderenti al coordinamento per ogni guardia volontaria messa a disposizione, il che non è più possibile laddove in seno alla stessa Provincia non esiste più nemmeno un Ufficio Caccia.

Insomma, la situazione è alquanto seria e complessa e se non si farà fronte per tempo (che, peraltro, stringe, visto che la stagione venatoria avrà inizio tra pochi giorni) a questa lacuna c’è da scommettere che i bracconieri non si faranno di certo pregare per mettere in pratica tutti gli stratagemmi (illegali) che conoscono pur di fare una strage di selvaggina. Per buona pace degli animalisti, ma anche di quei cacciatori (la stragrande maggioranza) che vorrebbero operare in piena legalità e trasparenza.

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