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Scarico abusivo di reflui in mare Maximulta da 60mila euro

Nei guai titolari di una struttura turistico-residenziale del litorale

OSTUNI - Scoperto uno scarico abusivo di reflui in mare da parte dei militari della Sezione Polizia Marittima della Guardia Costiera, al comando del Capitano di Vascello, Salvatore Minervino, di una struttura turistico-residenziale del litorale marino ostunese.

Al legale rappresentante della struttura è stata comminata una pesantissima sanzione per un importo massimo di 60 mila euro per la violazione del 2° comma dell’articolo 133 del decreto legislativo 152/2006 (Testo unico ambientale) avendo effettuato uno scarico di acque reflue in mare senza la preventiva autorizzazione prevista dall’articolo 124 dello stesso decreto.
Gli accertamenti sono tutt’ora in corso per verificare la sussistenza di condotte penalmente rilevanti quando e qualora, in relazione agli esiti delle analisi condotte dall’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente), risultasse che i reflui contengano sostanze inquinanti oltre i limiti di soglia consentiti dalle norme.

Dopo una segnalazione pervenuta alla Capitaneria di Porto di Brindisi, è stata avviata una mirata operazione di monitoraggio e controllo ambientale lungo il litorale nord di giurisdizione territoriale. Così nella mattinata di venerdì scorso, i militari hanno individuato e messa la parola fine al problema emerso sanzionando pesantemente il titolare di una nota struttura ricettiva ostunese.

Diversi i sopralluoghi effettuati, anche in ore notturne con l’utilizzo di sofisticati sistemi di amplificazione di luce per la visione notturna, fino a quando i militari hanno individuato lo sbocco a mare posizionato in maniera occultata tra gli scogli e di non facile individuazione vista anche la presenza di una forte risacca che si rifrangeva sugli scogli in questi giorni di maestrale.
Gli operatori hanno seguito a ritroso il percorso della condotta sino all’origine; sono stati aperti e controllati tutti i pozzetti d’ispezione, per lo più nascosti nella vegetazione, per accertare che non vi fossero allacciamenti di altre condotte interrate e il canale è risultata partire dall’interno della struttura che è risultata essere dotata di un impianto di trattamento dei liquami, regolarmente autorizzato al reimpiego delle acque affinate esclusivamente per usi irrigui.

Sul posto è stato richiesto l’immediato intervento dei tecnici dell’Arpa Puglia - Dap (Dipartimento Arpa provinciale) Brindisi - che hanno provveduto ad effettuare i relativi campionamenti ed avviare le procedure di analisi del prodotto sversato.
L’attività è ancora in atto per i riscontri mentre l’attenzione della Guardia Costiera sugli illeciti perpetrati a danno dell’ambiente, tutela dell’ecosistema marino e il relativo habitat, non conosce sosta al fine di garantire la fruizione delle spiagge e del mare in totale salubrità.

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