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A Ostuni

Raid vandalico a scuola
Nei guai cinque ragazzini

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Ostuni - Con la forza che solo il branco sa darsi, una baby gang di teppisti e disadattati ha fatto irruzione nei locali chiusi della scuola “Vitale” per rubare, danneggiare e sfogare i loro istinti repressi.
Quattro 16enni ostunesi, A.A., L.M., A.Z., F.S., e un 20enne C.T. residente in città, dovranno ora rispondere, in concorso tra di loro, di tentato furto aggravato, furto aggravato e ricettazione, oltre agli aspetti relativi ai gravi danneggiamenti all’interno della scuola che, per problemi statici, era stata chiusa due anni fa e i locali dichiarati inagibili.
Al termine di una intensa attività della Polizia del Commissariato, diretto dal dott. Gianni Albano, i 5 giovani hanno ammesso le loro responsabilità, rendendo agli investigatori spontanee dichiarazione di colpevolezza. Il maggiorenne ha collaborato fornendo le indicazioni circa il ritrovamento di quanto asportato la notte del 26 agosto scorso dall’interno della palestra di arti marziali presa di mira e, come disposto dal pm di turno presso la Procura della Repubblica per i Minorenni di Lecce, tutti sono stati denunciati e affidati ai rispettivi genitori.
Il 20enne, valutato il suo stato di incensurato nonché la sua fattiva collaborazione circa il rinvenimento della refurtiva, d’intesa col pm di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, è stato denunciato a piede libero. L’Ufficio legale del Comune di Ostuni provvederà ora alla costituzione di parte civile nel conseguenziale procedimento penale a seguito dei diversi episodi di danneggiamenti aggravati e furti commessi nella scuola e in palestra.
Tutti rispondono in concorso fra di loro del reato di tentato furto aggravato; inoltre il maggiorenne e uno dei 4 minori, straniero ma da tempo residente a Ostuni, risponderanno altresì di furto aggravato circa l’asportazione di una bilancia nonché di ricettazione della stessa, poi rinvenuta dagli agenti.
Sempre più frequentemente ragazzi, apparentemente normali, rubano, distruggono e molestano, motivando questi atti con la ricerca del divertimento, di un modo diverso d’ingannare il tempo. Si tratta di ragazzi che non si possono classificare come criminali di professione o malati di mente ma adolescenti che hanno conosciuto coetanei e si sono lasciati coinvolgere nel formare una banda. Talvolta le “gang” giovanili non si limitano al teppismo ma diventano vere e proprie organizzazioni criminali e supera i confini dell’età adolescenziale, diventando una sorta di gruppo di stampo criminale che oltrepassa il limite della trasgressione per arrivare a commettere reati.
È opinione condivisa che i ragazzi nell’età evolutiva siano portati a condotte violente. Tra i 13 e i 16 anni c’è un periodo in cui essi hanno la necessità di esprimere in modo palese la loro ribellione nei confronti della famiglia, della scuola, della società. Il rifiuto delle regole si manifesta, per lo più, con trasgressioni ed atti vandalici: piccoli furti, danni, combustione di rifiuti nei cassonetti, danni alle auto in sosta. Il disadattamento adolescenziale provoca difficoltà per il rispetto di norme sociali e l’assunzione di responsabilità: questo può portare a gravi conseguenze per il ragazzo e le persone con cui si relaziona.

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