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«molte richieste non dovute»

Arneo,. ondata di proteste
per l'invio di ingunzioni

arneo

Il Consorzio di bonifica dell’Arneo non demorde e, in risposta ai tantissimi avvisi di pagamento rimasti inevasi, continua a seguire l’iter procedurale attraverso l’invio di vere e proprie ingiunzioni.
Tra i destinatari degli atti di diffida rientrano anche alcuni dei residenti di contrada Santa Teresa, una zona contigua all’aeroporto civile, i quali non sanno più a quale... santo votarsi affinchè la pretesa imposizione tributaria venga dichiarata illegittima e infondata. L’indecisione investe soprattutto un aspetto: pagare o non pagare? Dubbio... amletico, laddove nel primo caso si rischia poi di dover seguire una complessa e lunga procedura giudiziale senza avere, peraltro, la certezza di una vittoria (con la prospettiva di dover sborsare ulteriore denaro per le spese di lite), mentre nella seconda ipotesi il pericolo più serio è quello di ritrovarsi soggetto ad uno degli strumenti di legge che possono essere adottati in caso di mancato versamento della somma richiesta: ovvero, il fermo amministrativo (le cosiddette ganasce fiscali), il pignoramento o quant’altro.
Ed è proprio questo dilemma a togliere loro il sonno, unitamente all’incubo di vedersi costretti a pagare il tributo (sia pure in misura alquanto contenuta, laddove la pretesa si aggira in media sui 70-80 euro) nella piena consapevolezza dell’inesistenza di alcun titolo o fondamento giuridico.
Uno stato d’animo, questo, condiviso anche dai residenti di contrada Santa Teresa, che già nei mesi scorsi si erano rivolti alla Gazzetta per mettere in risalto il loro disappunto per le nuove cartelle esattoriali giunte nell’anno in corso.
«Come a moltissimi altri - racconta Luigia Greco, portavoce del disagio vissuto dagli abitanti della zona urbana contigua all’aeroporto civile - ad inizio anno ho ricevuto una prima lettera ordinaria in cui il Consorzio di Bonifica dell’Arneo mi invitava a pagare 91 euro. Tempo qualche settimana e, sia a me che agli altri abitanti della contrada, è giunta una seconda missiva, consistente questa volta in una raccomandata con avviso di ricevimento per un importo pari a 96 euro (comprensivo di 5 euro aggiuntivi per spese postali). Ebbene, nei giorni scorsi, ad alcuni di noi residenti è pervenuta una terza lettera raccomandata ma, questa volta, a differenza delle precedenti, non si è trattato di un semplice avviso, bensì di una vera e propria ingiunzione di pagamento, con tanto di diffida ad adempiere entro il termine di 30 giorni, pena l’applicazione di misure quali il fermo amministrativo. Per giunta, l’importo è salito ulteriormente, raggiungendo la ragguardevole somma di 110 euro». «Al pari dei miei vicini - aggiunge - non ho alcuna intenzione di sottostare a questo vero e proprio abuso e se qualcuno si azzarda a venire nella mia proprietà non lo faccio neppure entrare. Ritengo assurdo dover pagare per servizi mai resi. Nella zona dove risiedo, infatti, l’unico intervento effettuato sui canali contigui risale a qualche tempo fa ma ad eseguirli fu la Multiservizi, non certo l’Arneo. Peraltro, noi viviamo in un’area urbana sprovvista di fogna ed acqua e, allora, mi domando: perchè imporci il pagamento di un tributo se esso non è legato ad alcun beneficio acquisito?». «Non mi fermerò davanti a nulla - dice ancora la sig.ra Greco -; ho già contattato “Mi manda Rai Tre” perchè voglio rendere pubblico a livello nazionale l’abuso perpetrato ai nostri danni».
Infine, un appello: «Ritengo doveroso in tale vicenda - conclude - un intervento del sindaco. È vero, l’ultima parola spetta alla Regione ma, in qualità di rappresentante (eletto) dei cittadini, anche tale figura istituzionale dovrebbe uscire allo scoperto e prendere le difese di noi contribuenti che continuiamo ad essere vessati dall’Arneo».
Pierluigi Potì

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