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Nei pressi di Fasano

Presi con kalashnikov
dopo fuga a 230 all'ora

In manette due ostunesi: uno dei due è il genero del boss «Ciccio la busta», all'anagrafe Francesco Prudentino

kalashnikov brindisi

Fasano - Li avevano nascosti bene. Anzi, benissimo. Per trasportare due micidiali kalashnikov li avevano occultati all’interno di un compressore nuovo di zecca, ancora inscatolato. L’accorgimento non è servito a Carmelo Semerano, 54 anni, e Giovanni Ciccarone, 47 anni, entrambi ostunesi, entrambi ben noti alle forze dell’ordine - entrambi assistiti dall’avvocato Mario Guagliani -, ad evitare le manette. Ad arrestarli sono stati i finanzieri del Gruppo pronto impiego di Bari. L’operazione delle Fiamme gialle è di qualche giorno fa, ma la notizia è stata data solo ieri con una nota stampa ufficiale della GdF. Oltre ai kalashnikov, sull’auto su cui viaggiavano i due pregiudicati ostunesi i finanzieri hanno trovato 92 proiettili calibro 7,62 da guerra e tre caricatori.
Semerano e Ciccarone – il primo è genero di «Ciccio la busta», al secolo Francesco Prudentino, l’ostunese che per anni è stato, secondo inquirenti e investigatori, il re del contrabbando di sigarette – erano a bordo di una potente Audi A6. Le pattuglie dei Baschi verdi hanno intimato l’alt al conducente della berlina di fabbricazione tedesca - l’Audi era guidata da Carmelo Semerano -, che procedeva sul filo dei 200 chilometri orari, all’altezza dello svincolo per Torre Canne della strada statale 379, la superstrada che collega Bari a Brindisi. L’Audi stava percorrendo la statale in direzione di Brindisi. I finanzieri, stando a quello che è stato reso noto dalla GdF, stavano tallonando la potente berlina già da un bel po’ di chilometri, ma hanno atteso il momento più propizio per intimare l’alt al conducente dell’Audi. L’operazione è riuscita senza che gli altri utenti della strada si rendessero conto di quello che stava succedendo. Quello che è successo dopo sono gli stessi finanzieri, con una nota diffusa dal comando provinciale di Bari delle Fiamme gialle, a spiegarlo.
«Si procedeva ad un accurato controllo sia dei soggetti che dell’autovettura, all’esito del quale veniva rinvenuto, nel bagagliaio, all’interno di uno scatolone di cartone un compressore d’aria che attirava la curiosità dei finanzieri per un insolito sistema di chiusura della bombola, costituito da una fascetta metallica, piuttosto che da una saldatura. Questo particolare ha insospettito i militari, i quali provvedevano a smontare il pezzo, scoprendo che il compressore custodiva un vero e proprio arsenale: due kalashnikov modello AK-47 di fabbricazione sovietica, 92 cartucce calibro 7.62 da guerra, e 3 caricatori. I due soggetti, inoltre, sono stati trovati con tremila euro in contanti, dei quali non hanno saputo fornire valida giustificazione. I kalashnikov sequestrati sono risultati modificati, poiché, rispetto al modello originale, privi del calcio al fine di rendere l’arma più maneggevole e facilmente occultabile. I due pregiudicati sono stati arrestati ed associati alla casa circondariale di Brindisi, mentre l’armamento da guerra, l’autovettura ed il contante sono stati posti sotto sequestro».
L’indagine adesso prosegue per cercare di capire dove i due pregiudicati ostunesi fossero diretti quando sono stati intercettati e bloccati dai militari della Guardia di Finanza.

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