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«L'ascensore del Castello
senza le autorizzazioni va demolito»

Lettera della Soprintendenza al Comune per quel «torrino» in cemento alto 18 metri che svetta da alcuni giorni sul retro di Palazzo Imperiali

ascensore sul castello

LATIANO - Il vano ascensore in cemento rivestito di tufo bianco, realizzato poche settimane fa sul retro del Castello degli Imperiali - il più antico monumento del paese - potrebbe presto essere demolito.

L’ipotesi - contenuta in una nota ufficiale - è stata comunicata al Comune, dalla stessa Soprintendenza ai beni Architettonici. «Il ripristino dei luoghi dovrebbe avvenire entro 30 giorni».

«Teoricamente - spiegano alla Soprintendenza - il Comune dovrà rispondere e eventualmente fornire i documenti che autorizzavano la realizzazione del manufatto». «Autorizzazioni che ai nostri Uffici - dicono - non risulterebbero essere state mai concesse».

Il «torrino» in cemento alto 18 metri e rivestito in tufo bianco svetta da alcuni giorni sul retro di Palazzo Imperiali.
Il Palazzo baronale di Latiano, detto Castello, trova le sue origini nel periodo medioevale. Una delle poche testimonianze della storia di questo piccolo centro. Dopo l’ultimo restauro compiuto nel 2004 la Sovrintendenza ai Beni architettonici di Lecce «fece» realizzare un ascensore per consentire anche ai disabili l’accesso al piano restaurato. Un’ opera posticcia che già a quel tempo sollevò non poche perplessità sul tipo di soluzione che non teneva conto dell’armonia storica del bene.

Lavori che sono poi continuati negli ultimi anni per salvaguardare questo edificio al cui interno sono custodite importanti testimonianze artistiche tra le quali la bellissima sala con le volte decorate dall’artista Agesilao Flora che rischiavano di essere danneggiate per le infiltrazioni causate dalla mancanza di una copertura dell’intero immobile. Realizzata la quale il castello si è arricchito di un altro piano. Per raggiungere il quale il Comune nel 2014 aveva pensato di allungare il vano dell’ascensore.
«Intervento questo - che non risulterebbe, pare - essere stato approvato dalla Sovrintendenza per i Beni storici di Lecce».
Della vicenda si è interessato in queste settimane anche il ministero per i Beni Culturali e lo stesso direttore generale della Soprintendenza.

Ieri, la notizia della nota ufficiale giunta al Comune, dopo che nei giorni scorsi c’era stato un sopralluogo della Sorprintendenza, è stata confermata dal sindaco Mino Maiorano. Il quale si è riservato di commentare solo «dopo avere approfondito e esaminato le carte autorizzative dell’intervento» che secondo il funzionario «ci sarebbero».

I tecnici avevano spiegato che quella realizzata era «l’unica soluzione compatibile con una opera già esistente» e che con una somma di poco superiore ai 53mila euro «bisognava consentire ai cittadini di raggiungere ed utilizzare il secondo piano al di sopra della Sala Flora (restaurata)».

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