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Tangente da 30.000 euro

Sindaco di Brindisi arrestato
Consales tace davanti al gip

La difesa ha giustificato la scelta del silenzio con la necessità di studiare gli atti di indagine, circa 15.000 file contenuti in 6 cd

consales

BRINDISI - Si è avvalso della facoltà di non rispondere dinanzi al gip Giuseppe Licci, l’ormai ex sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, messo agli arresti domiciliari sabato scorso insieme con un imprenditore e il capo ufficio amministrazione di un’azienda privata con l’accusa di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Per i pm, Consales avrebbe intascato una tangente da 30.000 euro per pagare un debito personale con Equitalia in cambio di presunti favori alla ditta Nubile che aveva in gestione un impianto di trattamento dei rifiuti.

Secondo l’accusa, la Nubile avrebbe ricevuto in cambio favori dal sindaco per sbloccare l’appalto e facilitazioni nella conduzione «fuori dalle regole». Il sindaco, secondo quanto riferito dal difensore Massimo Manfreda, non ha al momento chiesto la revoca della misura cautelare. La difesa ha giustificato la scelta del silenzio con la necessità di studiare gli atti di indagine, circa 15.000 file contenuti in 6 cd. Non ha escluso nei prossimi giorni di poter chiedere un interrogatorio dinanzi ai pm.

Ha ottenuto gli arresti domiciliari Luca Screti, l’imprenditore del settore dei rifiuti che era stato arrestato e messo in carcere nell’inchiesta che coinvolge anche il sindaco di Brindisi.

Screti, difeso dall’avvocato Vincenzo Farina, ha sostenuto nel pomeriggio di martedì, su propria richiesta, un interrogatorio con i pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani che hanno dato parere favorevole all’attenuazione della misura disposta dal gip Giuseppe Licci. Il verbale è stato secretato. In un primo momento si era avvalso della facoltà di non rispondere.

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