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«Pioggia d'oro», annullate condanne da Cassazione si rifarà un nuovo processo

«Pioggia d'oro», annullate condanne da Cassazione si rifarà un nuovo processo
FASANO - Annullate, a seguito della prescrizione, le condanne per falso inflitte nell’ambito del processo “Pioggia d’oro”, l’inchiesta legata all’indebita percezione di contributi pubblici finalizzati al risarcimento dei danni causati alle aziende agricole dalle calamità naturali, nella quale sono 16 gli imputati. 
La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, a seguito dei ricorsi presentati da tutti gli imputati, nei giorni scorsi ha annullato senza rinvio tutte le condanne relative al reato di falso per prescrizione. Relativamente al reato di truffa, invece, la Cassazione, previa riqualificazione, ha annullato le condanne rinviando ad altra sezione della Corte d’Appello di Lecce.

Ripartirà, dunque, un ulteriore processo di Appello bis in Corte d’Appello a Lecce, ma davanti ad altra sezione, nel corso del quale si dovranno ristabilire tutte le pene detentive nonché le confische relative ai sequestri eseguiti all’epoca dal gip. A fine maggio dello scorso anno la seconda sezione penale della Corte di Appello di Lecce aveva emesso la sentenza riducendo le condanne che erano state emesse in primo grado a carico dei 16 imputati. Condanne che, alla luce della sentenza della Cassazione, saranno tutte riviste considerato che il reato di falso è andato in prescrizione. Angela Cucci, 59 anni di Cisternino venne condannata a 5 anni di reclusione. Anna Maria Carucci, 44 anni, di Ceglie Messapica, venne condannata a 3 anni e 4 mesi di reclusione. I coniugi Martino Carucci, 49 anni, di Ceglie Messapica, e Domenica Prete, 44 anni, di Ostuni, vennero condannati a 2 anni e 10 mesi. Pietro Carucci, 51 anni, di Ceglie Messapica, venne condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione. Rosa Tommasina Montanaro, 77 anni, di Ceglie Messapica, venne, invece, condannata in secondo grado a 3 anni e 4 mesi di reclusione. Per i coniugi di Pezze di Greco Vincenzo Melarosa, 59 anni, e Cosima De Matteis, 58 anni, la condanna in secondo grado è stata di 3 anni e 10 mesi di reclusione. Ad un anno e due mesi di reclusione ciascuno vennero, invece, condannati in secondo grado i coniugi di Montalbano, Giovanni Laporta di 52 anni e Isabella Caramia di 48 anni. Salvatore Sollazzo, 51 anni, di Torre Santa Susanna, venne condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione; per la moglie Palmira Monticelli, 50 anni, la condanna in appello fu di 3 anni e 10 mesi. Condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione ciascuno per i figli dei coniugi Sollazzo: Vito Antonio di 26 anni e Caterina Sollazzo di 29 anni. Salvatore Mazzotta di 64 anni di San Donaci, prese un anno di reclusione. Infine il figlio di Salvatore Mazzotta, Vito di 37 anni, venne condannato a 10 mesi di reclusione. La Corte di Appello di Lecce condannò tutti gli imputati anche al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni nei confronti della Regione Puglia e della Provincia di Brindisi (enti che si erano costituiti parte civile).

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