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Avvocatessa uccisa a Perugia Marito: «Mi ha detto non è figlio tuo»

Avvocatessa uccisa a Perugia Marito: «Mi ha detto non è figlio tuo»
di Giuseppe De Marco
SAN DONACI - «Raffaella mi ha detto che questo non è figlio tuo». È stata questa la versione fornita dall’agente immobiliare Francesco Rosi durante l’interminabile interrogatorio davanti al giudice per le udienze preliminari Andrea Claudiani. Il gup, però, non gli ha creduto. Non ha ritenuto questa grave affermazione, che sarebbe stata fatta dalla moglie Raffaella Presta al culmine della violenta lite finita nel sangue, abbia scatenato la follia omicida di Francesco Rosi. Il giudice alla fine del confronto ha disposto la custodia cautelare in carcere chiesta dal pm Valentina Manuali. Nelle pagine dell’ordinanza, infatti, è riportato «di ritenere “completamente inverosimile” che l’evento sia stato dettato da questa motivazione, che sarebbe stata detta rabbiosamente e con tono di disprezzo dalla vittima». Tutto ciò, quindi, ha confermato l’ipotesi di un omicidio d’impeto, anzi di un vero e proprio raptus. Gli avvocati difensori Luca Maori e Donatella Donati dopo aver incassato l’esclusione della premeditazione puntano ora sulla «incapacità di intendere e di volere dello stesso Rosi». Per oggi sono previsti i funerali alle ore 15, presso la chiesa di San Luigi a San Donaci. Intanto, dall’autopsia eseguita dal medico legale Laura Pagliacci Reatelli sono emersi nuovi particolari sull’omicidio: la giovane avvocatessa, residente da anni a Perugia, dove si è laureata ed esercitava la professione, avrebbe provato a difendersi. Inoltre, sono stati due i colpi che hanno raggiunto la donna: uno l’ha colpita alla spalla destra, mentre l’altro all’inguine. Di conseguenza è emerso che il marito Francesco Rosi, reo confesso, avrebbe colpito la moglie alle spalle. La ferita al polsofarebbe presumere che la donna abbia lottato per difendersi. Nella giornata verranno completati gli esami specifici per stabilire se vi siano dei segni di violenza precedenti. Nella giornata di sabato il gip ha convalidato l’arresto in carcere, nonostante il legale di Rosi, Luca Maori, avesse chiesto i domiciliari. Il giudice ha inoltre escluso la premeditazione.

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