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Il Corridoio Baltico-Adriatico fino alla Puglia e a Brindisi

Il Corridoio Baltico-Adriatico fino alla Puglia e a Brindisi

Anche la Puglia e Brindisi inclusi nel Corridoio Baltico. Il Parlamento Europeo ha dato il via libera all’emendamento presentato dal gruppo dei socialisti e democratici che include il prolungamento della dorsale ionico-adriatica nell’ambito del completamento del corridoio Baltico-Adriatico che prima dell’approvazione terminava a Ravenna.

«Con la relazione approvata, si afferma la necessità di prolungare questo asse di collegamento di ulteriori 700 km, fino a Brindisi, includendo tutta la dorsale adriatica italiana, integrando le Marche, l’Abruzzo, il Molise e tutta la Puglia nella Rete Transeuropea. Si avrebbe, in questo modo, anche il pieno congiungimento con il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, gettando le basi di nuove e più dinamiche prospettive di crescita economica e sviluppo sostenibile lungo la linea trasversale (Napoli-Bari). Non si tratta, quindi, di una forzatura.

Al contrario, è un’integrazione automatica che risponde agli obiettivi di sviluppo che l’Europa si è data», si è concluso con queste parole l’intervento Massimo Paolucci, vice capodelegazione del Pd al Parlamento europeo e componente delle Commissioni Ambiente e Trasporti. Paolucci ha sostenuto l’inserimento della dorsale adriatica nella Rete Ue.

«Inserire l'intera dorsale Adriatico - Ionica italiana nel corridoio Baltico all'Adriatico risolverebbe l'incomprensibile buco che esclude dalle reti europee dei trasporti, attualmente ferme a Ravenna e Ancona, intere Regioni del Centro-Sud Italia». Ha affermato Paolucci. La parola ora passa alla Cabina di Regia nazionale, coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e responsabile dell'attuazione della Strategia macroregionale.

«Le macroregioni (quella Adriatico - Ionica coinvolge Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, in Italia, e altri Paesi come Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Albania, Grecia, Montenegro) rappresentano un importante innovazione istituzionale, uno strumento decisivo per diminuire la distanza tra Europa e cittadini e creare un ponte Nord-Sud ed Est-Ovest» ha detto Paolucci.

«La regione Adriatico - Ionica costituisce un'area di grandissimo pregio ambientale e culturale, uno straordinario distretto turistico, un potenziale strumento di pace, cooperazione ma anche di sviluppo economico e commerciale tra Unione europea, Balcani e Africa. Non esiste, però, sviluppo sostenibile della macroregione senza un'adeguata rete infrastrutturale e di trasporto - aggiunge Paolucci - e oggi il Parlamento europeo con un voto a larghissima maggioranza l’ha confermato».

Ed ancora: «È un successo della delegazione Pd al Parlamento europeo, di tutti i deputati italiani che hanno sostenuto il lavoro fatto nelle Commissioni Ambiente, Sviluppo regionale e poi in plenaria, e di tutte le Regioni coinvolte, a partire da Abruzzo, Molise e Puglia». Una occasione di sviluppo. «L'inserimento del completamento e dell’estensione del corridoio Baltico-Adriatico lungo tutta la dorsale ionico-adriatica tra le sei priorità infrastrutturali della Macroregione - ha sostenuto Paolucci - è uno degli asset fondamentali per il suo sviluppo, obiettivo strategico per collegare e integrare l’Est e l’Ovest dell’Europa nella direttrice con l’Asia. Un progetto che mira a realizzare un modello di sviluppo sostenibile e di lungo respiro. Non a caso, abbiamo anche ribadito un secco ‘no’ alle trivellazioni selvagge sulla terra ferma e in mare aperto in tutto l’Adriatico». Il valore di questo voto.

«Il voto - ha spiegato Paolucci - ribadisce la fondamentale importanza che rivestono i Corridoi Europei nel processo di integrazione, non solo economica, dell’Unione europea. Una priorità, del resto, già sancita dal punto di vista finanziario dal bilancio dell’Unione 2014/2020, dove i fondi per la costruzione dei Corridoi vengono più che triplicati (da 8 a 25 mld) rispetto alla passata programmazione. Dei nove Corridoi Europei, ben quattro interessano l’Italia: il Corridoio Mediterraneo, lo Scandinavo-Mediterraneo, il Reno-Alpi e il Baltico-Adriatico. Quest’ultimo, oltre 1800 km di lunghezza, 6 Paesi attraversati (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Slovenia e Italia), 13 nodi urbani ed aeroporti, 10 porti, 30 terminali merci, una rete ferroviaria complessiva di oltre 4200 km, attraversa il cuore dell’Europa fino a Ravenna».

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno su proposta dei consiglieri Fabiano Amati e Andrea Caroppo, con il quale si impegna il Governo a farsi interprete della necessità di attivare lo studio di fattibilità e la progettazione operativa del prolungamento del Corridoio Baltico-Adriatico fino a Brindisi.

«Tale progetto – hanno detto Amati e Caroppo – risponde agli obiettivi di integrazione che l’Europa si è data più di una volta e le Commissioni specifiche del Parlamento europeo hanno già espresso parere favorevole». «La Rete Transeuropea dei trasporti – hanno sottolineato i consiglieri proponenti – è la principale infrastruttura dell’UE e su di essa si gioca la più importante e decisiva partita dei prossimi anni per il processo di integrazione. Un’Europa interconnessa, collegata attraverso un sistema di trasporto intermodale e intelligente, è un Continente più coeso e più sostenibile nei suoi processi di crescita e di sviluppo».

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