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Da Roma in aereo con la lattina «E se fossimo stati terroristi?»

Da Roma in aereo con la lattina «E se fossimo stati terroristi?»
di FEDERICA MARANGIO

SAN PANCRAZIO SALENTINO - Superano senza fatica i controlli aeroportuali con una lattina contenente 400 ml di latte di cocco. Due giovani sampancraziesi di ritorno da un week end nella capitale, dimenticano la lattina di liquidi nel bagaglio a mano, ma nessuno se ne accorge. Nessuna lamentela, nessun accorgimento per evitare quella confezione di liquidi a bordo. Nei bagagli in stiva è possibile includere liquidi senza limiti di peso, ma per i bagagli a mano la norma di sicurezza prevede che non si superino i 100 ml per confezione secondo le convenzioni internazionali.

«Sul momento non abbiamo fatto caso alla distrazione da parte del personale aeroportuale addetto al controllo – dichiarano i due – ma nel disfare la valigia, trovando la lattina, ci siamo istintivamente preoccupati. E se invece del latte di cocco ci fosse stato del liquido utilizzabile per confezionare un ordigno esplosivo?».

In fin dei conti è proprio questa la ragione d’essere delle norme. «È necessario – si legge nel regolamento di esecuzione della Commissione che regola il controllo di liquidi, aerosol e gel negli aeroporti dell’Unione Europea – che la Commissione segua attentamente lo sviluppo tecnologico dei sistemi di rilevamento degli esplosivi liquidi al fine di consentire eventualmente agli aeroporti di impiegare in futuro sistemi di screening che siano in grado di affrontare più minacce (ad esempio esplosivi solidi e liquidi) contemporaneamente e in modo efficace e di semplificare le procedure di controllo del bagaglio».

Confusione e inquietudine alimentano lo stato d’animo dei due ragazzi che, sbadatamente, hanno portato a bordo liquidi, e contestano una totale assenza di ispezioni proprio all’aeroporto di Roma Fiumicino, lì dove se in un caso passa una lattina di latte di cocco, negli altri, su milioni di passeggeri che transitano quotidianamente da ogni parte del mondo, non si sa. Come garantire un maggiore controllo senza inasprire le regole che già esistono? «La capitale, al centro di discussioni continue sulla possibilità di essere oggetto di attacchi terroristici, non si cura neanche dei controlli in aeroporto», dicono i ragazzi i quali aggiungono «per fortuna noi non siamo terroristi, ma questo non ci consola molto. Non ci sentiamo affatto sicuri. E se avessimo trasportato materiale per ordigni? Forse se ne sarebbero accorti, ma chi può dirlo? Certo è che la lattina contenente ben 400 ml di latte di cocco non ha creato alcun disagio ai controlli».

Ad ogni modo tutto bene è quel che finisce bene. Scongiurato il pericolo terroristico, rimane solo la curiosità dei salentini che al ritorno da un week end a Roma invece dei tonnarelli cacio e pepe o di una buona matriciana, riportano a casa una confezione di latte di cocco.

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