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Stop al traffico di tir e autobus su via Mesagne-Oria? «Sì, forse» I tecnici: la chiesa rischia di crollare

Stop al traffico di tir e autobus su via Mesagne-Oria? «Sì, forse» I tecnici: la chiesa rischia di crollare
LATIANO - «L'Associazione culturale “L'Isola che non c'è” nelle prossime ore chiederà ufficialmente alla Soprintendenza per i Beni culturali della Puglia di verificare con un sopralluogo (da affettuarsi anche alla presenza del sindaco, dei tecnici del Comune, del comandante della Polizia Urbana e dei rappresennti della Curia), lo stato di degrado in cui versa la chiesa di San Antonio anche alla luce delle indagini eseguite dei due tecnici incaricati dall'Arciconfraternita dei morti». Ad annunciarlo lo stesso presidente Tiziano Fattizzo.

L'iniziativa dell'associazione giunge dopo l'articolo de «La Gazzetta del Mezzogiorno», a seguito del quale, nei giorni scorsi ci sarebbe già stato un intervento, «informale», da parte delle autorità competenti e della stessa amministrazione («che avrebbe preso in esame - dice il vice sindaco Cosimo Albanese - l'ipotesi di un provvedimento che vieti il traffico dei mezzi pesante: bus e tir»). Tutto questo però al momento non ha ancora prodotto risultati.

Il sindaco Mino Maiorano sollecitato dalla gazzetta a questo proposito ha però assicurato che «prima di tutto sarà necessario individuare le cause che hanno determinato quella situazione di degrado». Poi però aggiunge: «di essere, comunque favorevole alla chiusura al traffico dei mezzi pesanti lungo l'arteria che interessa le due chiese».

Non solo: il sindaco va oltre e ipotizza addirittura «di adottare un provvedimento di divieto della sosta in alcuni tratti particolarmente critici di via Francavilla-Mesagne», oggetto di una indagine (mai avviata nonostante gli annunci dello stesso Maiorano) dei livelli di inquinamento.

«La decisione eventuale di chiusura al traffico pesante - puntualizza il sindaco - verrà comunque adottata dopo il sopralluogo che verrà effettuato con i responsabili della Soprintendenza e soprattutto dopo una opportuna discussione all'interno della giunta».

Secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla Gazzetta la causa delle lesioni strutturali che hanno interessato la chiesa di Sant'Antonio «non sarebbe da addebitare al traffico, quanto piuttosto alla usura del tempo e alla mancanta manutezione dell’immobile».

«Certamente però - spiegano gli esperti della stessa Sovrintendenza - lo stato di degrado in cui versa in questo momento quel monumento sconsiglierebbe in futuro di far transitare autobus e camion che potrebbero aggravare la situazione».

La giunta avrebbe già interessato il comando di polizia Urbana per avviare un nuovo piano del traffico che preveda la deviazione dei mezzi pesanti. Un provvedimento che alla fine potrebbe essere «consigliato» alla giunta (in attesa che discuta e decida) dalla stessa Sovrintendenza.

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