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«Latiano, bus e tir rischiano di far crollare le due chiese»

«Latiano, bus e tir rischiano di far crollare le due chiese»
LATIANO - «Da autobus e tir in centro danni alla stabilità della chiesa di Sant'Antonio». E l'associazione culturale «L’Isola che non c'è», sollecita la Sovrintendenza regionale ai Beni architettonici ad intervenire dopo la denuncia di due tecnici incaricati: «Il transito dei mezzi pesanti - avvertono - potrebbe ulteriormente peggiorare le già precarie condizioni di staticità della chiesa di Sant'Antonio».

Secondo una verifica, disposta dalla «Confraternita dei morti» ed eseguita dagli architetti Maria Formosi e Annalisa Rubino le lesioni documentate «riguarderebbero la navata sinistra della chiesa in coincidenza con il paramento murario che confina con via Colonnello Montanaro».

I due tecnici non escludono che tra le cause che hanno determinato questa situazione «ci sarebbe anche il transito degli autobus e dei camion che interessa quel tratto di strada in corrispondenza dell'"imbuto" tra le due chiese».

«Non sappiamo con certezza - dicono i due architetti - se il traffico è stata una delle cause del dissesto statico della struttura. Certamente, nelle attuali condizioni il traffico di mezzi pesanti può aggravare in maniera esponenziale la staticità stessa dell'immobile».

I due tecnici parlano addirittura di «ribaltamento della facciata verso la strada».

«Per questa ragione - dice il presidente dell’Associazione prof. Tiziano Fattizzo - sarebbe opportuno effettuare una immediata verifica anche da parte degli Uffici tecnici del Comune».

Intanto l'associazione, insieme ai due tecnici incaricati chiederanno alla Soprintendenza per i Beni culturali di Taranto «di eseguire un sopralluogo dell'immobile così da sollecitare gli organi preposti ad una qualche soluzione (deviare il traffico?) che eviti l''aggravarsi della situazione in attesa di un intervento generale di consolidamento».

«Nelle prossime settimane - secondo quanto hanno spiegato i tecnici - sarà necessario decidere il tipo di intervento di consolidamento da adottare: se fare ricorso ad un sistema di "tiraggio", attraverso il ricorso a cavi di acciaio; oppure ricorrere ad un intervento più radicale, e dunque più invasivo e costoso che potrebbe interessare le fondamenta della struttura».

«Comunque - fa osservare Formosi - il traffico pesante resta sempre un fattore deleterio nella conservazione degli edifici storici che non sono stati pensati e costruiti per sostenere tali sollecitazioni».

A questo punto la domanda è: quale decisione prenderà il Comune (più volte sollecitato a risolvere questo problema del traffico su quella strada, anche con una petizione) se questa denuncia dovesse essere confermata da ulteriori verifiche?

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