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Ostuni, dopo la pioggia il muraglione cade a pezzi

Ostuni, dopo la pioggia il muraglione cade a pezzi
OSTUNI - E’ critica la situazione del muraglione di contenimento del giardino di palazzo Tanzarella-Cenci meglio noto come ex ospedale e attualmente sede della Polizia municipale e degli uffici degli assessorati al turismo, politiche sociali e attività commerciali. Le forti piogge di 15 giorni fa, hanno causato una vistosa crepa da sopra a sotto il muraglione con espulsione di conci in corrispondenza dello sbocco del canale di uscita delle acque meteoriche.La crepa è stata più volte segnalata al comune ma nessun provvedimento è stato assunto in corrispondenza dell’incrocio delle due stradine di Sant’Elena I e II dove il muro incombe e dove sono terminate tutte le pietre espulse.

Non solo, l’85enne Antonio (uno degli ultimi ortolani) ma anche i responsabili della Cooperativa Solequo che coltivano gli orti periurbani sottostanti, hanno più volte segnalato il pericolo del muro così come l’abbandono in cui versano quelle vie, i canali di scolo intasati da erbacce e rifiuti di ogni genere e l’indifferenza generale. Hanno denunciato i danni subiti in conseguenza dell’enorme quantità di acqua piovana che si è riversata sugli orti coltivati non avendo trovato i canali liberi di accogliere l’acqua piovana. L’area sino agli inizi degli anni ’70, era tutta ben curata non solo dall’Ente pubblico ma anche dai privati che provvedevano a coltivare gli orti sottostanti il palazzo Tanzarella-Centi (ex ospedale).

Oggi sono l’anziano Antonio e i giovani che, quando possono, puliscono un po’ la strada o ripristinano qualche canale ma l’abbandono regna sovrano. Una situazione indescrivibile d’incuria che abbraccia tutta quella zona (la maggior parte di proprietà comunale) sottostante la bretella del ponte del “Pover uomo” che invece dovrebbe essere recuperata come zona da mostrare ai turisti per lo scenario mozzafiato degli orti a valle che lascia affascinati dai lavori di coltivazione con metodo biologico e biodinamico condotto dai giovani della cooperativa ostunese Solequo che alla disoccupazione giovanile, ha trovato il modo per ingaggiare tre di questi e permettere loro di lavorare coltivando gli orti e ricavando quanto necessario per il loro stipendio.Nel 1935, l’ospedale voluto da Mons. L. Mindelli si trasferiva dal Pinto a palazzo Tanzarella-Cenciacquistato dal comune per 155.000 mila lire dell’e poca. Fu completato il 4 giugno 1936 e in quel giorno si inaugurò.
Successivamente vi arrivarono le suore-infermiere e il “giardino” retrostante divenne non solo l’orto coltivato dalle suore ma anche una zona di preghiera e meditazione delle stesse. Al momento lo stesso palazzo ospita la sede il Comando dei Vigili Urbani come di uffici pubblici mentre l’orto è abbandonato e questo ha portato al blocco dei canali di scolo delle acque piovane e quindi alla vistosa crepa che, con qualche altro acquazzone, se non si interverrà si arriverà al crollo del muraglione e alla frana del terreno.

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