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Brindisi, il salasso della Tari sbanca cittadini e commercianti

Brindisi, il salasso della Tari sbanca cittadini e commercianti
BARI - Gli aumenti della Tari stabiliti dal consiglio comunale non risparmiano nessuno. Se per il cittadino comune l’aumento della Tari rappresenta un pugno nello stomaco senza eguali, nemmeno i commercianti possono «stare sereni». Anzi uno dei settori che verrà messo in ginocchio dalla stangata in arrivo a fine anno sarà proprio quello del commercio. Con la previsione fin troppo semplice che non finisce qui e che l’anno prossimo sarà anche peggio perchè finiranno in bolletta anche i costi per il conferimento nell’altra discarica dopo il sequestro di quella comunale.

Quanto saranno costretti a pagare i brindisini? A svolgere i calcoli l’ex consigliere comunale Enzo Albano che fa chiarezza circa le modalità di composizione della tariffa. Un servizio che da un lato serve a fare chiarezza nella confusione dei dati e dall’altro aiuta il cittadino a prepararsi alla batosta di fine anno. «Nei giorni scorsi, in seguito all’approvazione da parte del consiglio comunale delle tariffe concernenti la tassa sui rifiuti, qualcuno ha ipotizzato che per le utenze domestiche si dovessero pagare somme variabili da 58 a 327 euro circa a metro quadro. In pratica - spiega Albano - per un appartamento di 100 metri si prevedeva il pagamento di somme variabili da 6.000 a 33.000 euro l’anno circa, in funzione della diversa composizione del nucleo familiare. Preso atto che siamo alla presenza di aumenti esagerati, che non possono non incidere negativamente sui bilanci delle famiglie interessate, già falcidiati dalla crisi devastante che ha colpito il nostro territorio, è utile fare chiarezza per dare l’esatta dimensione al salasso propinato ai cittadini».

Per il calcolo delle utenze domestiche è necessario fare riferimento alla superficie dell’abitazione, alla tariffa fissa o variabile associata alla utenza domestica, all’addizionale provinciale, che per la nostra città è fissata al 5 per cento. L’importo da pagare risulta uguale alla tariffa fissa determinata dal prodotto dei metri quadri, per la tariffa associata alla composizione del nucleo familiare, sommata alla tariffa variabile associata al solo numero dei componenti del nucleo familiare. Il tutto aumentato del 5% riferito all’addizionale provinciale. Una complicazione che sembra fatta apposta per non far capire niente a nessuno. «Hanno deciso - sottolinea Albano - di esentare dal pagamento i soli nuclei familiari che hanno un reddito inferiore a 2000 euro. Come se quelli con reddito di 3000 o 4000 euro possono classificarsi benestanti e non cittadini che vivono al disotto della soglia di povertà. Che non hanno e non avranno mai le risorse per pagare la Tari». 

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