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«Brindisi, no al gasdotto per la centrale a carbone» Cnr: fino a 44 decessi all'anno per Cerano

«Brindisi, no al gasdotto per la centrale a carbone» Cnr: fino a 44 decessi all'anno per Cerano
BRINDISI - Fa discutere lo studio del CNR di Lecce e Bologna pubblicato sulla rivista «International Journal of Environmental Research and Public Health » che conferma che la Centrale Enel Federico II di Cerano a Brindisi provocherebbe fino a 44 morti all’anno nei territori tra Brindisi, Lecce e Taranto. «Quattro morti ogni 100mila abitanti che si potrebbero certamente evitare se solo ci fosse la reale volontà di invertire quella politica fossile divenuta ormai obsoleta e insostenibile anche da un punto di vista occupazionale» commentano Gianluca Bozzetti, consigliere brindisino e gli altri 7 consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.

I consiglieri pentastellati intervengono anche sulla proposta lanciata da Sergio Blasi (Pd) di riconversione a gas e di predisposizione all’approdo del Tap:«laCentrale a Carbone di Cerano è tra le più grandi d’Europa e quindi tra le più inquinanti, non è certo riconvertendola a gase predisponendola all’approdo del Tap - dicono - che il problema inquinamento a Brindisi può essere risolto. Questa sembra più che altro la solita soluzione di comodo adottata dal Pd, che risparmierebbe le coste di San Foca maandrebbe a colpire ancora una volta un territorio già martoriato dal punto di vista ambientale, pur di preservare in toto il volere del Pd nazionale e di Renzi».

E sui problemi di inquinamento del brindisino è proprio di qualche giorno fa un nuovo esposto in procura da parte dell’associazione ambientalista «No al Carbone» a seguito dell’ennesima violenta fiammata di una torcia del petrolchimico, avvenuta il 2 luglio scorso, e visibile da diverse zone dell’intera provincia. «Brindisi non è solamente vittima dei problemi ambientali e sanitari causati dalla centrale a carbonema anche di quelli causati dal petrolchimicoo dai circa 50 ettari di discarica inquinata di Micorosa. Ribadiamo pertanto-concludono gli 8 consiglieri regionali - il nostroNo Tap ovunque, un ecomostro inutile in questa Regione, che produce già il doppio dell’energia necessaria. Così come perTaranto, Brindisi e l’intera Regione Puglia necessitano di una seria politica energetica, sostenibilee che rispetti l’ambiente e la salute dei cittadini. Solo credendo in un sistema sinergico tra queste realtà sarà finalmente possibile pensare ad futuro diverso per la nostra Regione.Stiamostilando una richiesta ufficiale per una Commissione Speciale che studi un piano di riconversione economica per queste areein cui i cittadini sono ancora costretti a scegliere tra salute e lavoro».

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