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Oria, dopo tre anni dissequestrato il castello svevo

Oria, dopo tre anni dissequestrato il castello svevo
di VINCENZO SPARVIERO

ORIA - L’incubo è finito. Il castello svevo è stato dissequestrato e presto potrà tornare ad essere quel punto di riferimento culturale e turistico che è sempre stato. Il giudice Maurizio Saso ha accolto la richiesta presentata dall’avvocato Pasquale Annicchiarico per conto della famiglia Romanin-Caliandro: richiesta che ha ottenuto il parere favorevole del sostituto procuratore Antonio Costantini, titolare dell’inchiesta che aveva portato al sequestro del maniero e al processo per i proprietari, alcuni tecnici e rappresentanti della soprintendenza. L’inchiesta era basata sugli abusi edilizi avvenuti - secondo le accuse - durante i lavori di restauro. Il processo, a questo punto, potrebbe concludersi con un patteggiamentoma la notizia più importante - per l’intera comunità oritana - è che il castello non è più chiuso dai sigilli dell’autorità giudiziaria.

Parlare di riapertura immediata al pubblico, però, ancora non è possibile. La famiglia Romanin- Caliandro deve provvedere al pieno ripristino del castello dopo anni di chiusura. Non è escluso, però, che la «sorpresa» arrivi a ridosso del Torneo dei Rioni per permettere ai turisti di tornare ad ammirare uno dei monumenti storici più importanti e affascinanti di tutta la Puglia. Il «contraccolpo» legato al sequestro aveva inferto un colpo quasi letale al turismo di Oria.
Tanti visitatori in meno nel corso di questi anni, dal momento che oltre al castello aveva chiuso i battenti anche il giardino zoologico di San Cosimo. Ma se sul «vecchio Zoo» ormai è il caso di mettere una pietra sopra, discorso diverso per il castello che si appresta a tornare il «gioiello» che tutti ammirano una volta che giungono ad Oria. Fu fatto edificare da Federico II e da sempre rappresenta la città. Per questo, la chiusura aveva avuto effetti devastanti sotto il profilo turistico.

Il neo eletto sindaco Mimino Ferretti, che intendeva avviare una «battaglia» proprio per arrivare quanto prima al dissequestro, esprime la sua soddisfazione nella speranza che «possa quanto prima riaprire ai visitatori, almeno nella sua parte monumentale». Per il primo cittadino - come per tutta la comunità - la fruizione del castello è fondamentale per la crescita (e non solo turistica) della cittadina.

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