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Bartolo Longo, presidente Introna: entusiasta per invito Papa a Latiano L'iniziativa dei fedeli, l'adesione di Al Bano

Bartolo Longo, presidente Introna: entusiasta per invito Papa a Latiano L'iniziativa dei fedeli, l'adesione di Al Bano
BARI - “Motivata e condivisibile l’iniziativa di invitare Papa Bergoglio a Latiano, la città natale di Bartolo Longo, nel trentacinquesimo anniversario della beatificazione del fondatore della Basilica di Pompei”. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, approva “con entusiasmo”, l’idea dell’associazione latianese “L’isola che non c’è”, un “sogno” che sta prendendo sempre più consistenza. “Non dubito che incontrerà la grande sensibilità del pontefice e che rappresenterà un importante passo avanti verso la canonizzazione del Beato”.

Introna si affianca quindi alla comunità civile e religiosa cittadina e a tutti i fedeli, nel progetto che condurrà una delegazione (composta tra gli altri dal priore del Santuario di Cotrino, padre Antonio Semerano e da Al Bano Carrisi, sempre in prima linea in tutte le iniziative che riguardano il Beato) a consegnare in Vaticano la richiesta ufficiale al Santo Padre.

“Il sogno dei Latianesi e dei devoti di Bartolo Longo è anche il mio e sarebbe straordinario per l’intera Puglia ospitare nella nostra terra un papa amatissimo come Francesco”, aggiunge il presidente.

Fin dall’inizio, Introna ha sostenuto la mobilitazione popolare che sta conducendo al “salvataggio” della casa natale di Longo a Latiano, immobile che rischiava di finire sul mercato e di cambiare destinazione senza alcuna possibilità di controllo. Oltre ad aderire alla campagna promossa da Al Bano e dai comitati locali, definendola "una causa giusta", Introna aveva chiesto in via ufficiale alla Soprintendenza per i beni culturali della Puglia di verificare la possibilità di sottoporre a tutela la casa del Beato.

La lettera del presidente del Consiglio regionale ha ottenuto, poco più di un anno fa, il pronto avvio della procedura di dichiarazione dell'edificio in via Santa Margherita quale bene di interesse culturale, da sottoporre a vincoli rigorosi di destinazione. “Un modo efficace – commenta Introna - per ricambiare almeno in piccola parte i doni di Bartolo Longo alla comunità cristiana”.

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