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Brindisi, con bastoni e sacchi fanno strage di anatre nel parco

Brindisi, con bastoni e sacchi fanno strage di anatre nel parco
di Antonio Portolano

BRINDISI - Armati di canne di legno e sacchi di spazzatura fanno strage di anatre nel Parco del Cillarese. La scena allucinante si è consumata sotto gli occhi di due ragazze che intorno alle 22 di venerdì erano intente a fare jogging. Ad agire, sarebbero stati un gruppo di 5 o 6 asiatici, tra cui vi erano un paio di donne, che si erano portati anche un paio di bambini a seguito.

Accetta di raccontare a La Gazzetta del Mezzogiorno l’incredibile «avventura» una delle due ragazze che hanno assistito all’orribile vicenda - di cui non pubblicheremo il nome per ovvie ragioni e che peraltro sono state derise e impaurite dagli asiatici - con la speranza che le forze dell’ordine e i Vigili urbani possano intervenire per tutelare l’incolumità dei fruitori del parco sempre più a rischio nelle ore notturne e nel primo pomeriggio.

«Venerdì sera - racconta una delle protagoniste - intorno alle 22.00 durante il mio spensierato “run-time” nel parco Cillarese mi è capitato di imbattermi in un gruppo di asiatici non identificati armati di buste canne e non so cos'altro (non è escluso potessero nascondere anche coltelli) che armeggiavano sui ponticelli in legno intorno ai laghetti. Non ho ben capito da subito le loro intenzioni, fino a quando (nonostante gli auricolari) non ho potuto fare a meno di udire gli schiamazzi delle anatre che barbaramente venivano uccise».

La giovane ha notato diverse anatre che venivano prese per il collo e venivano infilate nei sacchi probabilmente per finire in padella. La ragazza era fortunatamente in compagnia di una cugina con la quale ha provato invano di documentare con degli scatti fotografici quanto stesse avvenendo, ma il buio ha vanificato le loro intenzioni. A quel punto prosegue: «Abbiamo provato ad urlare dicendo che avremmo chiamato la Polizia. Loro non si sono per nulla intimoriti anzi al contrario in un italiano a stento ci hanno anche deriso continuando a riempire i loro sacchetti. Ci hanno risposto: “E noi chiamiamo il 118!”. Data la tarda ora il parco desolato, incustodito e per giunta al buio, è logico pensare che probabilmente questo modus operandi non sia casuale. Perciò è altrettanto inevitabile impedire ai miei pensieri di dubitare della regolarità di qualche ristoratore. Premetto che sono un ambientalista un animalista e una senza frontiere ma che mai avrei puntato il dito contro qualcuno se i miei occhi non avessero visto ciò che hanno visto l’altra sera. Perciò per la tutela del nostro parco e per la salute dei miei concittadini amanti della cucina orientale e non chiedo gentilmente aiuto per diffondere la mia pubblica denuncia e segnalazione agli enti competenti».

Vista la malaparata le ragazze comunque le ragazze hanno preferito allontanarsi in fretta. Urge quindi un deciso intervento da parte delle forze dell’ordine e della Polizia municipale non solo in relazione alla assurda strage di anatre - che non sarebbe la prima: ci sono cittadini che hanno visto anche extracomunitari immersi nei laghetti a caccia di carpe nel primo pomeriggio - ma anche e soprattutto a tutela dei frequentatori di un parco pubblico che hanno tutto il diritto di fruire della struttura nella massima sicurezza. Maggiori controlli servirebbero come deterrente prima che possa accadere anche di peggio, evitando scene da film horror.

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