Cerca

Brindisi, malato in strada il Comune lo ignora Mesagne lo accoglie

Brindisi, malato in strada il Comune lo ignora Mesagne lo accoglie
Antonio PortolanoLa buona notizia è che Maurizio Pochi, lo sfrattato che per mesi ha dormito un cartone sotto gli scavi romani, a due passi dal Comune e che una volta operato di tumore è rimasto senza tetto ugualmente, una casa l’ha trovata.

La notizia che fa specie è che non sono stati i Servizi sociali della sua città, Brindisi, tuttavia, a venirgli incontro.

Mosso a compassione dalla sua drammatica storia è stato un privato di Mesagne, nel primo pomeriggio di ieri ad offrirgli un ricovero. Ci tiene a rimanere anonimo come la migliore tradizione dei benefattori a titolo gratuito vuole.

E per ora non ha offerto un ricovero a tempo determinato. Solidarietà allo stato puro, senza se e senza ma.

Ieri quel «folle» che risponde al nome di Roberto Aprile - e che una mano agli ultimi non ha mai lesinato a darla - è andato a prenderlo dopo il pranzo alla Caritas e lo ha portato a Mesagne perchè qualcuno ha deciso di dare a Maurizio un motivo di tranquillità. Lo sfrattato brindisino ringrazia l’anonimo benefattore per il suo gesto inaspettato.

Ma mentre questo «lieto-fine» si consumava, dal Comune arrivavano alcune precisazioni circa la sua vicenda proprio da parte del sindaco che faceva «luce» sulla vicenda di Maurizio che risulterebbe addiritura in una posizione paradossale: avere diritto al contributo per tre anni dell’Amministrazione comunale ed essere inserito liste dell’ente per l’assegnazione di un alloggio, ma di non essersi presentato per fruire del sussidio. A questo si aggiunge il fatto di non aver dormito sotto le stelle dopo l’operazione ma a casa della sorella.

La domanda è stata quindi girata al diretto interessato: «Quando sono uscito dall’ospedale, subito dopo l’operazione, ho dormito qualche giorno da mia sorella», ha risposto Maurizio. «La sua casa comunque è piccola ed ha dei figli e non potevo comunque starci a lungo».

Ma come mai avendo diritto non si è mai presentato al Comune per chiedere il contributo?

«L’anno scorso a luglio mi dissero che la mia domanda era a posto avevo portato tutte le carte. Poi a dicembre mi hanno richiamato e mi hanno detto: “Lei deve rifare i documenti”. Com’è possibile gli ho chiesto? Mi state prendendo in giro? Se a luglio andava tutto bene ora cosa è cambiato?».

Ma nessuno in questo tempo l’ha avvisata di questo fatto dal Comune?

«No. Eppure ho eletto il mio domicilio a piazza Matteotti non avendo una casa. E poi abbiamo fatto le proteste, ero sempre sotto al Comune, sono andato tante volte, ma nessuno mi ha mai detto che potevo avere il contributo. Perchè avrei protestato altrimenti? Solo stamattina (ieri ndr) mi ha chiamato un assistente sociale».

La battaglia di Maurizio per una casa non si ferma e stamani sarà accanto ai Cobas Casa in via Gallipoli per protestare contro lo sfratto di due anziani, nel frattempo dovrà combattere anche contro il suo male, non è escluso infatti che sia necessario un trattamento di chemioterapia dopo l’operazione all’intestino. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400