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Crociere a Brindisi un sogno che rischia di svanire sul nascere

Crociere a Brindisi un sogno che rischia di svanire sul nascere
BRINDISI - Che sia una vergona che un porto come quello di Brindisi non abbia più da anni un collegamento con la Grecia, è un dato ormai acquisito, così come lo è il fatto che gli enti e le autorità preposte al cosiddetto sviluppo della principale risorsa della città siano gli unici responsabili di un simile stato di cose. Ma ad addolcire, sia pure solo parzialmente la pillola amara - dopo aver conosciuto stagioni in cui il porto brindisino è stato punto riferimento non solo per Corfù ma anche per diversi altri approdi turistici ellenici e finanche per la Turchia -, era giunto negli ultimi tempi il tanto sbandierato «nuovo ruolo» dello scalo marittimo brindisino: quello di terminal crocieristico. Una sorta di terra promessa - pubblicizzata soprattutto dalle ultime presidenze dell’Autorità portuale e in particolare da quella presieduta da Iraklis Haralambidis - di cui solo da qualche giorno si notano in città i primi riscontri. Effetti che però rischiano di svanire nel nulla prima ancora di assumere una consistenza significativa. Sì proprio così.

La Msc Crociere, infatti, ha reso noto che per il prossimo anno non confermerà Brindisi come suo porto pugliese, scegliendo Bari. Mentre l’altra compagnia crocieristia che in questi giorni sta facendo tappa a Brindisi, la tedesca «Tui», non ha ancora fatto sapere se Brindisi resterà tappa delle sue rotte.
Si rischia, quindi, l’ennesima disillusione sul fronte del porto e, questa volta, proprio rispetto a quel traffico croceristico che l’Autorità portuale aveva prospettato come valida contropartita al flop registrato sul fronte della capacità di attrarre armatori, soprattutto nel settore passeggeri e Tir.

Un flop che naturalmente «risparmia » solo la compagnia napoletana «Grimaldi», che di fatto opera già da tempo senza alcun concorrente (con tutte le conseguenze negative che ciò comporta su vari fronti) prediligendo prevalentemente le rotte più comode ai vettori che movimentano merci a bordo dei Tir, ben diverse dalle rotte turistiche. Un’egemonia destinata a beneficiare di un monopolio assoluto se sarà raggiunto l’obiettivo - per il quale l’attuale Authority sta lavorando alacremente da tempo - di far avere una concessione ventennale a «Grimaldi» di tutte le banchine di Costa Morena ovest con relative rampe ed aree Tir, ad eccezione di quelle riservate alle due piccole motonavi per l’Albania.

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