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I fari, luce e storia tra terra e mare

I fari, luce e storia tra terra e mare
Il Club Unesco Brindisi organizza martedì 12 maggio alle 18 presso l’Auditorium di Palazzo Granafei Nervegna in via Duomo una conferenza pubblica dal titolo: «Una Luce dalla Costa. I Fari Italiani»
«L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2015 Anno Internazionale della Luce e delle Tecnologie basate sulla Luce - spiega una nota -. La scelta della Luce è dovuta al fatto che rappresenta uno dei temi più accessibili per promuovere la scienza in maniera multidisciplinare; oggi, le tecnologie basate sulla luce offrono un contributo strategico per promuovere lo sviluppo sostenibile e per affrontare le sfide globali nei settori della energia, della agricoltura, della salute, delle telecomunicazioni. La luce è patrimonio di tutti - si aggiunge - e le tante attività previste coinvolgeranno persone di tutti i paesi e le età».

E ancora si fa presente che «saranno celebrati importanti anniversari sul tema che ricorrono in questo anno: ad esempio, i primi studi di ottica dello studioso Ibn Al-Haytham nel 1015, la formulazione dell’effetto fotoelettrico per opera di Albert Einstein nel 1905 o i progressi nella trasmissione di luce con fibra ottica raggiunti a partire dai risultati ottenuti dal fisico Charles K. Kao nel 1965. La Società Italiana di Fisica (SIF) è l’HUB italiano per l’IYL 2015. Il Club Unesco Brindisi - si spiega - - ha sempre coltivato il rapporto privilegiato e simbiotico tra la Città e il Mare e, per celebrare l’Anno Internazionale della Luce e delle Tecnologie basate sulla Luce, organizza un appuntamento dedicato ai Fari marittimi come simbolo di luce per eccellenza; tali costruzioni costituiscono ancora oggi una perfetta sintesi tecnologica che assicura la vita e la sicurezza a coloro che navigano il mare. La necessità di un punto luminoso sulla costa ha richiesto la costruzione di manufatti visibili sia di notte - si specifica -, attraverso la proiezione ottica di un fascio luminoso di particolare colore e frequenza, sia di giorno, per mezzo della loro forma e caratteristica architettonica».

Lo studio dei numerosi esempi presenti nel Mediterraneo rappresenta una continua evoluzione tipologica e costruttiva che, dal faro di Alessandria ad oggi, ha segnato la storia dell’architettura, del paesaggio e della civiltà umana. I fari italiani costituiscono una risorsa per il nostro patrimonio culturale, nella nostra Regione a Punta Palascia (Capo d’Otranto) c’è il faro collocato nel punto più a est del Paese, motivo per cui è noto e particolarmente affollato durante la Notte di San Silvestro, quando numerosi visitatori vi si appostano per poter scorgere la prima alba del nuovo anno. L’appuntamento è per domani, dunque, presso Palazzo Nervegna alle ore 18,00. Saranno presenti Giuseppe Amoruso, docente al Politecnico di Milano, autore (con Cristina Bartolomei) della collana “L’Architettura dei fari italiani”; Piero Magnabosco,velista e fondatore di Magnamare - editoria per la nautica; Pierino Corbelli, farista fino al 2010 in servizio presso il faro di Forte a Mare. Introdurrà i lavori Maurizio Marinazzo, Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Brindisi. Per l’occasione saranno esposti disegni e pubblicazioni sui Fari Italiani a cura di Edizioni Magnamare e Intbau Italia – International Network for Traditional Building, Architecture & Urbanism, patrocinatori dell’evento insieme all’Amministrazione Comunale.

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