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Palestre comunali rotte ci pensano i cittadini «I bambini ringraziano»

Palestre comunali rotte ci pensano i cittadini «I bambini ringraziano»
LATIANO - Il Comune non ha i soldi per le palestre scolastiche? Ci pensano i cittadini con l’aiuto delle aziende locali e degli artisti a trovare i fondi per riparare le strutture che una distratta amministrazione non è riuscita in questi anni a ristrutturare. E’ partito ieri a Latiano il primo vero esperimento dal basso della cosiddetta «Buona scuola». Il progetto mira a ristrutturare la palestra comunale della scuola «Benedetto Croce» in grave stato di abbandono attraverso il coinvolgimento di aziende locali, dei cittadini, degli artisti e degli stessi alunni delle scuole, autori dell’etichetta che andrà sulle 400 bottiglie di vino destinate alla raccolta di fondi.

L’iniziativa, «Doniamo lo sport ai nostri figli», lanciata dall’Associazione culturale «L’Isola che non c’è» e col patrocinio del «Coni» regionale, dell’«Istituto comprensivo di Latiano» e di «Federalberghi Brindisi» è stata presentata in una affollata sala «Flora» di Palazzo Imperiali.

Alla conferenza stampa oltre agli studenti e ai docenti hanno partecipato: il provveditore agli Studi, Vincenzo Melilli; il presidente del Coni, Elio Sannicandro; il presidente di Federalberghi Brindisi, Pierangelo Argentieri; la dirigente dell’Istituto comprensivo, Chiara Losurdo; il direttore commerciale delle «Cantine Risveglio», Filodea Nardelli; il presidente dell’«Isola che non c’è», Tiziano Fattizzo e il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Franco Giuliano.

«Grazie - ha detto il piccolo Carlo Carlucci, alunno della classe 3a F, terzo classificato al concorso per il disegno/etichetta rivolgendosi ad una platea di adulti - per tutto quello che state facendo». «Quando le nostre insegnanti ci hanno spiegato il progetto, nessuno di noi - ha aggiunto - immaginava che questa iniziativa avrebbe raggiunto un risultato concreto: le etichette col nostro disegno e poi la mostra pubblica con tutti i nostri lavori realizzati».

A legittimare l’iniziativa anche il presidente del Coni Elio Sannicandro che ha definito «il progetto di Latiano, un esempio da esportare a livello regionale».

«Il Coni - ha aggiunto - farà la sua parte in questa coraggiosa avventura che siamo certi porterà ad un risultato, qualunque esso sia». Sannicandro ha poi assicurato che oltre ad inaugurare la mostra in piazza il prossimo 7 giugno, «coinvolgerà il Coni quale sponsor della vendita simbolica del vino destinate alla ristrutturazione».

A testimoniare l’interesse per questo esperimento anche il Provveditore agli Studi di Brindisi, Vincenzo Melilli. Il quale, oltre a rivolgere un plauso di ringraziamento alla Associazione e a «quanti hanno aderito all’appello», ha definito il progetto «un importante esempio di collaborazione tra la società civile e la scuola, il patrimonio più importante sul quale investire».

«Anche Federalberghi Brindisi - ha detto Pierangelo Argentieri - farà la sua parte coinvolgendo le strutture alberghiere del territorio».

Per il momento si parte con la vendita del vino: il disegno stampato sull’etichetta comparirà sulle 400 bottiglie donate dall’ azienda vinicola di Brindisi il cui ricavato (gestito direttamente dall’Istituto scolastico) servirà per finanziare gli interventi della palestra comunale.

Tutti i lavori realizzati dagli alunni saranno oggetto di una mostra organizzata il 7 giugno in occasione di una festa in piazza Umberto che vedrà il coinvolgimento di una azienda specializzata nella ristorazione che rappresenterà la cucina pugliese all’Expo», alcuni gruppi musicali e fuochi d’artificio. Anche la festa servirà per finanziare il progetto di ristrutturazione della palestra.

Madrina della mostra nella quale verranno anche presentate le opere donate dagli artisti (oggetto di una asta pubblica), sarà la titolare dell’azienda vinicola, Filodea Nardelli. «Siamo felici - ha detto Nardelli - di avere risposto anche questa volta all’invito dell’Associazione. Contribuire alla ristrutturazione di una struttura sportiva deve rappresentare per tutti l’obiettivo primario di ogni intervento sociale, sia per le istituzioni, sia per le aziende del territorio».

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