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Avvocati-donna contro sindaco di Brindisi «Siamo discriminate»

Avvocati-donna contro sindaco di Brindisi «Siamo discriminate»
BRINDISI - "Noi discriminate sul lavoro perché donne": è quanto sostengono le due avvocatesse dipendenti del Comune di Brindisi e in servizio presso l'ufficio legale che si sono rivolte alla consigliera di parità della Regione Puglia, Serenella Molendini, la quale ha formulato un ricorso al Tribunale di Brindisi che dovrà accertare se vi sia stato un comportamento che costituisce discriminazione di genere "da parte del Comune di Brindisi, nella persona del sindaco", Mimmo Consales (Pd).

Viene richiesto altresì di condannare il Comune, sempre nella persona del sindaco, a tutti i danni conseguenti alla "attività discriminatoria e vessatoria", nella misura di 50mila euro". Le due donne, a quanto è riportato, hanno la qualifica di avvocati capo sezione. Sostengono che "il loro diritto alla progressione di carriera e ad essere valorizzate come figure professionali caratterizzate da professionalità acquisita esclusivamente all'interno dell'ente viene ormai da numerosi anni negato dall'amministrazione comunale".

Precisano che "se gli avvocati fossero stati uomini, l'amministrazione comunale non avrebbe fatto ricorso a una figura dirigenziale esterna", un uomo al quale viene periodicamente rinnovato l'incarico.

Il Comune, dal canto suo, ha deciso di resistere in giudizio e si è affidato a un'avvocatessa donna, esterna all'ente, e appartenente al foro di Lecce, Gabriella De Giorgi. L'ufficio Risorse umane ha inoltre relazionato sul caso sostenendo che le cosiddette posizioni organizzative al Comune di Brindisi sono in tutto 23 e, tra queste, 16 sono attribuite a donne.

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