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Non ci sono fondi per il Forte a mare

Non ci sono fondi per il Forte a mare
BRINDISI - «Abbiamo avuto il regalo di Pasqua!»: un amarissimo regalo. «Il Castello Alfonsino non è stato inserito fra i beni ammissibili all’assegnazione dei fondi disponibili nei Programmi Operativi Nazionali (Pon Cultura), attraverso cui vengono veicolati i finanziamenti europei e non ci consolano affatto la lettera di protesta, peraltro non pubblicizzata, dell’Amministrazione civica, l’eventuale accesso ai risicati finanziamenti regionali (Por) o ai fondi residui statali che presuppongono l’impossibile cantierizzazione delle opere entro l’anno», scrivono il Gruppo "Amare Forte Amare", Legambiente Circolo “T. Di Giulio”, Eliconarte, Marina di Brindisi Club, Ctg Brindisi, Teatro delle Pietre, Touring Club, Cantierimmagine, Medi@ zione, Ass. «l’Antico Palmento», Italia Nostra, A.Li.bI, Cicloamici, Soroptimist Club, Amici dei Musei, Friends’Bike, Acli Città di Brindisi, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Rinascita Civica, WWF Brindisi, Fond. Di Giulio, Pro Loco Brindisi, Anmi.

«Abbiamo costituito “Amare Forte A mare” - ricordano - perché il Castello Alfonsino è un monumento di grande pregio storico-artistico ed ha un altissimo valore identitario per la comunità brindisina. Abbiamo apertamente sostenuto il passaggio della proprietà del Castello all’Amministrazione Comunale di Brindisi ed abbiamo accolto con estremo favore gli impegni assunti pubblicamente da tutte le istituzioni interessate nel corso del convegno da noi organizzato il 29 novembre 2014».

E ancora: «Abbiamo apprezzato l’accoglimento di nostre proposte nel Piano di valorizzazione redatto da “Mecenate 90” ed abbiamo chiesto costantemente di avere una visione d’insieme nel programmare gli interventi nell’in - tera Isola di S. Andrea e, soprattutto, di fare presto perché il treno dei finanziamenti europei sta per partire».
«Abbiamo dovuto sollecitare - ricordano ancora - il Ministero per i Beni e le attività culturali ed il Soprintendente per il Salento, al rispetto degli impegni da tradurre urgentemente in interventi non rinviabili (messa in sicurezza, manutenzione, presidio e vigilanza e stanziamento promesso di 5 milioni di euro per il completamento del restauro del Castello) e l’accelerazione della procedura di approvazione del Piano di valorizzazione e del conseguente trasferimento della proprietà per garantire il diritto di accesso per ulteriori finanziamenti necessari».

Per tutta risposta quel diniego di fondi. «Brindisi, purtroppo, continua a pesare pochissimo sul piano istituzionale e politico, ma noi continueremo a stimolare l’orgoglio dei brindisini, a combattere il sonno della ragione e delle coscienze che ha portato il Castello, in parte restaurato, all’attuale abbandono di cui, in primo luogo, gli organi dello Stato sono responsabili», dicono quelli di «Amare Forte a mare», che chiamano «tutti coloro che hanno a cuore la bellezza, il patrimonio culturale e la gestione efficiente e sana della cosa pubblica a manifestare il proprio sdegno contro l’ennesimo atto che mortifica l’identità ed il futuro di Brindisi ed attende che, ognuno nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, parlamentari del territorio, consiglieri regionali ed amministratori locali rappresentino con forza gli interessi, ancora una volta calpestati, della comunità brindisina e di un patrimonio di inestimabile valore culturale lasciato nel completo abbandono».

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