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Cede soffitto a scuola a Ostuni: si indaga per crollo colposo e lesioni

Cede soffitto a scuola a Ostuni: si indaga per crollo colposo e lesioni
OSTUNI – Smorzato lo choc, tornato a casa anche il secondo bimbo ferito nel crollo di un pezzo di intonaco dal soffitto, è tempo ora di rispondere alle istanze di chiarezza che giungono da ogni dove: la procura di Brindisi che aveva subito disposto il sequestro della scuola 'Pessinà di Ostuni va avanti nell’attività investigativa e ha ipotizzato reati di crollo e lesioni, al momento a carico di ignoti.

La polizia che, con i vigili del fuoco, ha terminato il primo giro di audizioni e accertamenti, ha sottoposto al vaglio del pm inquirente, Pierpaolo Montinaro, cinque nominativi di persone che potrebbero essere in qualche modo chiamate a chiarire la propria posizione. Si tratta del capo dell’Ufficio tecnico di Ostuni, del direttore dei lavori, dei responsabili delle due ditte che li hanno eseguiti e del collaudatore.

Sarà il magistrato a decidere se iscriverli nel registro degli indagati, se limitarsi alla rosa indicata dagli investigatori o se considerare anche altre posizioni. E sarà una valutazione che si dovrà fare a stretto giro di posta, per procedere poi con le notifiche delle informazioni di garanzia per un accertamento tecnico irripetibile che la procura intende disporre al più presto. Una perizia tecnica all’interno della scuola elementare di piazza Italia per verificare con precisione cosa ha provocato il distaccamento di un pezzo di soffitto dal diametro di cinque metri, spesso tre centimetri.

Luca, il bambino che aveva subito le conseguenze più preoccupanti, intanto, è tornato a casa. "Ha trascorso una nottata tranquilla – ha raccontato la madre, Patrizia – è dolorante e gli è stata diagnosticata la frattura al setto nasale. Torneremo in ospedale per una nuova visita giovedì". 

Mentre si pensa ora al luogo dove ricollocare per la fine dell’anno scolastico i 687 alunni del "Pessina", emerge che l'edificio utilizzato provvisoriamente durante la ristrutturazione della loro scuola, durata dal 2010 fino al dicembre 2014, era stato dichiarato inagibile subito dopo per gravi carenze strutturali.

In mattinata la visita del sottosegretario all’Istruzione, Angela D’Onghia, poi nel pomeriggio, nei pressi della scuola, avvolta dal nastro bianco e rosso, l’intervento del sottosegretario all’Istruzione, delegato all’edilizia scolastica, Davide Faraone che ha annunciato l’apertura di una inchiesta interna da parte del Miur.

"E' una vergogna – ha ribadito più volte – una vergogna su cui bisogna fare chiarezza". Faraone, poi in Comune, ha partecipato a una riunione tecnica sui fatti e sul futuro delle classi del Pessina, dopo aver chiesto al sindaco, Gianfranco Coppola, di poter ricevere aggiornamenti sul prosieguo dell’attività didattica per gli iscritti alla scuola elementare del crollo. 

Su quando riprenderanno le lezioni non ci sono ancora precisi ragguagli. Giovedì mattina sono previste ulteriori riunioni per valutare almeno un paio di soluzioni. In ogni caso si dovrà chiedere ospitalità ad altri istituti. Nel pomeriggio, poi, un consiglio comunale monotematico per tornare a discutere dei fatti, della caduta di una lastra di intonaco che si è rotta in mille pezzi su 15 bambini, provocando in tutto tre feriti, tra cui una maestra scivolata nelle fasi concitate dei soccorsi che si è procurata la frattura del malleolo.

Il primo cittadino annuncia di volersi costituire parte civile, per il Comune, nell’eventuale processo che potrà dall’inchiesta avviata dalla procura. Sul ritorno alla normalità per i piccoli studenti del "Pessina" è fiducioso: "la campanella potrebbe tornare a suonare già lunedì".

Intanto oggi si è registrato un nuovo crollo in un istituto di Olbia. Nel pomeriggio nella scuola elementare "Maria Rocca" una plafoniera si è sganciata dal soffitto ed piombata su un banco vuoto, trascinando con sè anche una seconda lampada. Al momento dell’incidente una quindicina di studenti si preparava con la maestra a lasciare l’aula. Si tratta della stessa scuola, ora dichiarata inagibile, colpita dall’alluvione del novembre 2013, con gli alunni che riuscirono miracolosamente a salvarsi dalla forza distruttrice dell’acqua."

Siamo stati fortunati - dice la dirigente scolastica Franca Fara – Alcuni ragazzi, che rientrano a casa con lo scuolabus, erano già andati via e la plafoniera è caduta su uno dei banchi liberi, senza ferire nessuno dei nostri piccoli".

Lo scorso anno il Comune aveva stanziato 600 mila euro per rimettere a nuovo i locali per ospitare gli studenti della scuola costruita su un canale tombato. Una collocazione provvisoria in attesa che venga costruita la nuova scuola in via Vicenza.

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