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Carovigno, Pd scarica Mele «Ma non accettiamo lezioni»

Carovigno, Pd scarica Mele «Ma non accettiamo lezioni»
CAROVIGNO (Brindisi) -  “Siamo sembrati agli occhi di tutti gli indegni del Pd, come se il nostro agire politico mancasse di etica e di morale e non fosse accompagnato dai valori che sono propri del Pd. Alla luce del comunicato del capogruppo regionale Pino Romano, rispedisco al mittente queste accuse. Il Pd di Carovigno non ha alcun bisogno di lezioni di morale, di etica perché nessuno di noi ha avuto alcun avviso di garanzia, nessuna prescrizione, nessun procedimento penale. Non siamo mai stati indagati e nessuno di noi vive della politica ma siamo al servizio dei cittadini. Nei nostri confronti è in atto un grande sciacallaggio”.

Il segretario della sezione del Pd carovignese Marzia Bagnulo, non risparmia il suo disappunto e risponde ai compagni di partito regionali, che in questi ultimi giorni hanno messo sotto accusa la stretta vicinanza politica con l’ex sindaco del paese Cosimo Mele è l’incompatibilità tra il simbolo del Pd e l’ex deputato Udc Mele, dopo l’altolà del segretario regionale del Pd Michele Emiliano e le critiche mosse nei confronti della direzione della sezione del Pd carovignese per la scelta di candidare nel partito a sindaco della città Mele alle prossime votazioni amministrative. Etica e moralità: sono le due questioni in prima linea, e Michele Emiliano è stato invitato a venire a Carovigno. Si interrompe bruscamente l’asse tra il Pd e Mele dopo circa due anni di amministrazione congiunta. La rottura è stata decisa al termine del vertice dell’assemblea locale, mettendo fine non solo alle critiche ma ponendo entrambe le forze politiche a correre alle elezioni ognuno per proprio conto. Il Pd si presenterà con il suo simbolo e il proprio candidato sindaco, Mele con ogni probabilità farà lo stesso con le proprie liste civiche. Alla conferenza stampa oltre alla Bagnulo, vi erano Corrado Tarantino e il presidente provinciale Pd Rosetta Fusco. A legittimare Mele a sindaco della città nel 2013 con il 35% fu il popolo di Carovigno. Nel ballottaggio il Pd lasciò ai suoi elettori ampia scelta di voto anche se in tanti votarono per Mele. All’indomani delle elezioni a sindaco di Cosimo Mele, il percorso amministrazione è stato caratterizzato dall’ingresso in primis come presidente del consiglio comunale di Corrado Tarantino, seguito dalla segretaria Bagnulo in qualità di assessore della Cultura.

“E’ intollerabile che qualcuno possa ergersi non conoscendo la realtà del nostro paese. Si mette a repentaglio il futuro di una comunità. Questa scelta che ci viene contestata di essere entrati nell’amministrazione Mele l’abbiamo fatta un anno fa, - ha detto nel suo intervento la Bagnulo-. E siccome eravamo consapevoli della scelta difficile che andavamo a fare, sono stati fatti tutti i passaggi dovuti all’interno del partito, quella del direttivo e dell’assemblea. Ora mi chiedo perché questo scalpore oggi, cosa c’è sotto e che problema ha suscitato. E’ un anno che il Pd si trova a lavorare con l’amministrazione Mele per un progetto politico. Io credo,- ha continuato la Bagnulo- che questo problema non è legato né a Emiliano né a Renzi. E’ una lotta intestina forse per un voto in più alle regionali. La questione ha sollevato un caso mediatico, ha fatto un’opera di sciacallaggio sulla pelle dei tesserati, non ha considerato minimamente il danno che avrebbe creato allo stesso Pd”.

Nel suo intervento Corrado Tarantino ha detto: “ Ognuno di noi può dare lezioni di etica e di moralità a chiunque altrimenti non siamo degni di guidare il partito democratico. Emiliano deve sapere che questa sezione è al suo fianco per l’etica e la morale della politica. C’è un Pd di folli a Carovigno che si è messo contro la delinquenza locale. Abbiamo subito in questi anni di tutto e di più e nessuno ha mai alzato un dito. Idee fantasiose di altri simboli non esistono. Se Emiliano e gli altri organismi ci diranno che è incompatibile con il sostegno al sindaco uscente noi proseguiremo con il nostro partito”. Rosetta Fusco intervenendo ha spiegato che: “ La finalità era dare una speranza al nostro territorio che veniva fuori da un ventennio di mal governo. Quella finalità ce la siamo posta ed abbiamo lavorato. Non abbiamo nulla da rimproverarci”.[Pasquale Camposeo]

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