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Condannato a morte cerca casa per due giorni

BRINDISI - Quasi due giorni prima di riuscire ad adottarlo. Tra pareri, nulla osta, firme e burocrazia e nonostante sia ormai a poche ore dal passare a miglior vita. Non solo l’inferno del «canile lager», anche contro le pastoie burocratiche ha dovuto combattere. Storia di Marino, un incrocio tra pastore e un lupo, che purtroppo potrà «godere» solo di poche ore di libertà, è infatti destinato a morire
Condannato a morte cerca casa per due giorni
BRINDISI - Quasi due giorni prima di riuscire ad adottarlo. Tra pareri, nulla osta, firme e burocrazia e nonostante sia ormai a poche ore dal passare a miglior vita. Non solo l’inferno del «canile lager», anche contro le pastoie burocratiche ha dovuto combattere. Storia di Marino, un incrocio tra pastore e un lupo, che purtroppo potrà «godere» solo di poche ore di libertà, è infatti destinato a morire nell’arco di non più di dieci giorni. Sabato mattina le sorelle Ebe e Tricia Quaranta, hanno provato a tirarlo fuori dal canile municipale chiedendolo in adozione, ma non è stato possibile riuscirci in giornata.

«Lo abbiamo visto - raccontano su una pedana - era tra gli animali più bisognoso di cure immediate. Abbiamo chiesto se lo avessero sottoposto ad una visita. Ci hanno risposto che il medico doveva ancora vederlo da 10 giorni. Abbiamo deciso di salvarlo, ma rischiava di morire prima ancora che provassimo a fare qualcosa perchè prima di riuscire a tirarlo fuori ne è passato di tempo. Tra pareri, nulla osta, firme dei responsabili, siamo riusciti a portarlo via solo domenica in tarda mattinata».
E poi? «Lo abbiamo portato nella clinica veterinaria: il dottore lo ha trovato malnutrito, cardiopatico, con una terribile insufficienza renale e un tumore al fegato. Ha il pelo consumato all’altezza della pancia perchè non riuscendo a reggersi sulle zampe anteriori strisciava per muoversi. Il veterinario lo ha tenuto in clinica fino alle 19 di sera tirandogli fuori 12 litri di liquido. Purtroppo gli restano solo 10 giorni, la sua situazione è troppo compromessa, i suoi reni stati distrutti da quell’acqua marina filtrata male e bevuta chissà per quanto tempo, forse anni».

La storia di Marino è solo una delle tante tra i 750 ospiti del canile. «Finora - dicono le sorelle Quaranta - insieme con un gruppo di amiche siamo riusciti a tirare fuori da quel posto una quarantina di cani, cinque o sei purtroppo sono morti. Ora stiamo tentando di fare qualcosa per un altro cane che rischia di perdere la vista per una malattia agli occhi. L’unico rimedio adottato nei suoi confronti è un collirio! Peraltro inutile a risolvere il problema. Speriamo di riuscire a fare in tempo». [Ant. Port.]

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