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Brindisi, analisi sospette sul canile: sindaco verso la revoca dell'appalto

BRINDISI - Grave inadempimento e malafede. Sono i presupposti che l’Amministrazione comunale ha posto a base della decisione di avviare il procedimento per la risoluzione del contratto del servizio integrato di gestione del rifugio-canile sanitario comunale, sottoscritto il 25 novembre 2013 con l'Associazione Temporanea di Impresa "Brunda-Terraviva". 
Brindisi, analisi sospette sul canile: sindaco verso la revoca dell'appalto
BRINDISI - Grave inadempimento e malafede. Sono i presupposti che l’Amministrazione comunale ha posto a base della decisione di avviare il procedimento per la risoluzione del contratto del servizio integrato di gestione del rifugio-canile sanitario comunale, sottoscritto il 25 novembre 2013 con l'Associazione Temporanea di Impresa "Brunda-Terraviva". 

Il motivo che ha spinto il Comune a prendere questa drastica decisione è legato all’attività di manutenzione straordinaria dell’impianto di depurazione del canile. «L'aggiudicataria - si legge nella nota diffusa da Palazzo di Città - ha ricevuto dall'Amministrazione Comunale, in fase di avvio del servizio, l'intervento di manutenzione straordinaria dell'impianto di depurazione delle acque sito all'interno della struttura allo scopo di rendere lo stesso perfettamente funzionante. Gli oneri di tale intervento manutentivo sono stati regolarmente riconosciuti e liquidati in favore dell'affidataria. In realtà, nel dicembre del 2014, l'ufficio veterinario della Asl di Brindisi ha evidenziato una serie di criticità nella gestione del canile e, in particolare, per quanto riguarda le acque, è stato disposto il divieto di utilizzo delle acque provenienti dal processo di depurazione per il lavaggio dei box. 

In data 31 dicembre 2014 - si aggiunge - il sindaco Mimmo Consales ha chiesto al laboratorio dal quale pervenivano le analisi prodotte dalla società "Brunda" la conferma sulla paternità delle stesse. Il laboratorio ha risposto che erano "reali" solo due dei citati rapporti mensili e quindi disconoscendo la paternità dei restanti rapporti. Da qui le contestazioni che immediatamente l'Amministrazione Comunale ha mosso nei confronti dell'affidataria, anche a seguito di numerosi riscontri da cui emerge che il canile versa in una situazione di evidente degrado».

«A tali contestazioni - prosegue la nota dell’Amministrazione - il gestore non ha fatto seguire interventi concreti e quindi ricorrono tutti i presupposti per procedere con la risoluzione del rapporto contrattuale per grave inadempimento e malafede (il riferimento è alle analisi che, di fatto, non sono state effettuate visto che il laboratorio incaricato ha disconosciuto la paternità della documentazione fornita). Di quanto accaduto il sindaco informerà la competente Autorità Giudiziaria per i provvedimenti del caso».

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