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Aziende pugliesi investono in Turchia

di GIACOMO PAGONE
Il legame tra Puglia e Turchia potrebbe rafforzarsi nei prossimi anni. Attualmente sono circa duecento le aziende pugliesi che hanno deciso di investire nel Paese. I dati, forniti dal Consolato Generale Onorario Turco di Brindisi e dalla Camera di Commercio Turca in Italia, anch’essa con sede nel capoluogo pugliese, forniscono previsioni ottimistiche riguardo alle prospettive economiche future

Aziende pugliesi investono in Turchia

di Giacomo Pagone

Il legame tra Puglia e Turchia potrebbe rafforzarsi nei prossimi anni. Attualmente sono circa duecento le aziende pugliesi che hanno deciso di investire nel Paese. I dati, forniti dal Consolato Generale Onorario Turco di Brindisi e dalla Camera di Commercio Turca in Italia, anch’essa con sede nel capoluogo pugliese, forniscono previsioni ottimistiche riguardo alle prospettive economiche future.

La Turchia, infatti, non rappresenta solo un importantissimo hub commerciale verso i mercati emergenti del Medio Oriente o delle ex Repubbliche Sovietiche, ma è essa stessa un interessante partner commerciale con cui rapportarsi. Già da diversi anni, infatti, la Turchia ha varato un piano di incentivi finalizzati all’attrazione di investimenti esteri, rinnovando il proprio Codice Commerciale per favorire l’imprenditoria estera e facilitare l’apertura di società in loco.

L’economia turca è in crescita, come dimostrano le statistiche rilasciate dal Ministero degli Affari Esteri: nel primo semestre del 2014, l’export è aumentato del 6,7% (da 75,1 ad 80,1 miliardi di dollari), a fronte di un calo dell’import pari al 4,8% (125,8 a 119,7 miliardi di dollari). I settori più attrattivi per i capitali esteri sono diversi: le energie rinnovabili, il trasporto (marittimo e ferroviario), le biotecnologie, l’industria della difesa, l’industria mineraria e la ricerca e sviluppo.

Altri fattori interessanti agli occhi di un investitore estero sono il continuo interscambio di know-how con il resto del mondo attraverso fiere di settore (a fine marzo ci sarà ExpoMed, ad aprile Automechanika), e la centralità del Paese all’interno del contesto geografico: solo per fare un esempio, nei primi sei mesi del 2014, la Turchia si classificava al sesto posto su scala mondiale come meta del turismo sanitario, per un guadagno di 328 milioni di dollari (dati ICE).

Le relazioni con la Puglia, infine, beneficeranno nei prossimi mesi di un collegamento aereo diretto Bari-Istanbul che semplificherà gli spostamenti, evitando scali. Una buona notizia per la Puglia, regione già proiettata verso l’estero (nel primo semestre 2014 l’export pugliese era cresciuto del 9,4% rispetto all’anno precedente) e geograficamente al centro del Mediterraneo.

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