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Chiedeva l'elemosina a casa aveva un tesoretto

di ROBERTO LONGO
CISTERNINO (BRINDISI) - Per una vita ha chiesto l’elemosina accovacciato su un piccolo sgabello in legno, all’angolo della chiesetta di Santa Lucia, nel centro storico di Cisternino, ma in casa aveva un tesoretto di 80mila euro. Gennarino Cito, 89 anni compiuti il 3 gennaio è stato accompagnato in una casa di riposo
Chiedeva l'elemosina a casa aveva un tesoretto
di ROBERTO LONGO
CISTERNINO (BRINDISI) - Per una vita ha chiesto l’elemosina accovacciato su un piccolo sgabello in legno, all’angolo della chiesetta di Santa Lucia, nel centro storico di Cisternino, ma in casa aveva un tesoretto di 80mila euro. Da qualche ora però la sua vita da accattone e da clochard è arrivata al capolinea. La polizia locale (la nuova denominazione dei vigili urbani, ndr), chiamata a sostegno dei servizi sociali, l’altra mattina ha bussato alla porta di Gennarino Cito, 89 anni compiuti il 3 gennaio. Allertato dalle numerose segnalazioni giunte alla responsabile dei servizi sociali di palazzo di città, il maggiore Antonio Modugno, comandante della polizia locale di Cisternino, ha predisposto l’immediato intervento a tutela dell’uomo e del suo tesoretto. Ottantamila euro, tra banconote conservate in sacchetti di plastica e monete.

Le due agenti hanno provato ripetutamente a bussare alla porta del bivani datogli in uso gratuito dall’Ordine delle suore passioniste di Cisternino, poco più di 20 metri quadrati, nel borgo antico del paese, dal quale lui non si allontanava mai se non per compiere piccoli tragitti. Gennarino ha esitato lungamente prima di far entrare le due donne in divisa, l’assistente sociale ed il rappresentante della Asl cittadina. Dopo una vita disordinata trascorsa per strada a chiedere l’elemosina Gennarino non era ormai più in grado di badare a se stesso, anche se l’abitazione era in ordine. Quello che l’uomo accusava da qualche tempo era evidentemente un disagio mentale cognitivo, legato probabilmente all’incedere degli anni, che lo avevano piegato su stesso, oltre alla sua patologia di «accumulatore compulsivo».

L’altra mattina le due agenti sono riuscite a conquistarsi la sua fiducia, lui ha provato ad opporre un garbato rifiuto, ma alla fine ha ceduto alle richieste delle due donne. Le ha seguite senza capire che lo avrebbero accompagnato in una casa di riposo nella vicina Ostuni, dove probabilmente finirà in pace i suoi giorni. «Mi raccomando a dove mettete i miei soldi...», ha detto prima di uscire dall’abitazione. Gli 80mila euro sono stati affidati al suo tutore legale e serviranno a garantirgli un’esistenza decorosa, per il tempo che gli rimane da vivere.

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